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Il mistero

Chieti, scomparsa di Giacomo Viglione: aperto un fascicolo

Indaga anche la procura di Lanciano: da venerdì 29 maggio nessuna notizia dell'ex capo cantoniere

Giacomo Viglione
Giacomo Viglione
di Redazione Chieti
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CHIETI. È un vero e proprio mistero quello che avvolge la scomparsa di Giacomo Viglione, conosciuto da tutti come "Giacomino", il pensionato di 68 anni ed ex capo cantoniere della Provincia di Chieti di cui si sono perse le tracce da venerdì mattina (29 maggio) a Quadri.

L'uomo è uscito dalla sua abitazione intorno alle 10 senza portare con sé né i documenti d'identità né il telefono cellulare. Dopo aver accudito i suoi cani da tartufo, è stato visto per l'ultima volta mentre si avviava lungo la scalinata di via Aia. Da quel momento il vuoto, tanto che la Procura della Repubblica di Lanciano ha deciso di aprire formalmente un fascicolo d'indagine per fare luce sul caso, mentre i Vigili del Fuoco hanno momentaneamente sospeso le operazioni di perlustrazione sul territorio.

Le ricerche, coordinate dalla Prefettura di Chieti, sono andate avanti ininterrottamente per giorni, mobilitando l'intera comunità di Quadri, la sindaca Assunta Fagnilli, i carabinieri della compagnia di Lanciano, la Protezione Civile e squadre speciali con droni ed elicotteri.

Le unità cinofile hanno battuto a fondo l'area della cascata e del torrente Parello, oltre alle sponde del fiume Sangro, senza però trovare alcun indizio utile. Con lo stop alle perlustrazioni sul campo, l'attenzione degli inquirenti si sposta ora sulla vita privata e sul passato recente del pensionato, cercando elementi che possano spiegare l'improvviso allontanamento.

Tra le ipotesi al vaglio della magistratura, infatti, si fa largo il peso degli strascichi giudiziari che tormentavano l'uomo. Giacomo Viglione era stato recentemente rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio stradale per un tragico incidente frontale avvenuto il 19 dicembre 2023 sulla Fondovalle Sangro, nel quale perse la vita Marilena Pagliarone, una maestra in pensione di 75 anni originaria di Bomba.

Nonostante i suoi legali avessero più volte ribadito l'ottimismo per il dibattimento e l'estraneità ai fatti del loro assistito – che professava la sua innocenza parlando di una pura fatalità –, la pressione psicologica del processo, la cui prima udienza si era tenuta lo scorso 19 maggio senza la sua presenza, potrebbe aver giocato un ruolo decisivo.

Al momento della scomparsa, l'ex cantoniere indossava una maglia scura a maniche corte e un paio di jeans; le autorità rinnovano l'appello a chiunque possa averlo incontrato a contattare immediatamente il 112.