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L'indagine

Chieti, rissa con bottiglie alla Trinità: identificato il presunto aggressore, si sospetta un regolamento di conti

Si tratterebbe di una faida legata allo spaccio in città. Ferma la condanna del sindaco Ferrara

Zona Trinità
Zona Trinità
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Un violento scontro di potere legato alle piazze di spaccio cittadine ha fatto parlare di se il centro storico teatino.

La Polizia di Stato ha celermente individuato e identificato il presunto aggressore responsabile del ferimento di un giovane connazionale avvenuto nella serata di ieri, mercoledì 27 maggio, in piazza Trento e Trieste, vicino la monumentale chiesa della Trinità a Chieti.

L’episodio di cronaca si è consumato poco prima delle ore 20, quando due fazioni contrapposte di giovani si sono affrontate brutalmente a colpi di bottiglie, sedie e tavolini, scatenando il panico generale e configurando l'azione come un presunto regolamento di conti per il controllo del mercato locale dello spaccio di sostanze stupefacenti.

La dinamica

Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti, la violenta rissa alla Trinità ha visto contrapporsi due schieramenti composti principalmente da ragazzi poco più che ventenni di origine tunisina. Davanti agli occhi attoniti e terrorizzati dei passanti e dei clienti dei locali della zona, sono improvvisamente volati arredi esterni, sedie e pesanti tavoli in metallo.

Lo scontro ha raggiunto l'apice della ferocia quando sono state infrante alcune bottiglie di vetro per essere utilizzate come armi da taglio. Ad avere la peggio è stato un giovane di 23 anni, il quale ha riportato una profonda e copiosa ferita all'avambraccio dovuta a una violenta bottigliata.

All'arrivo tempestivo delle pattuglie della Squadra Volante della Polizia, i partecipanti alla maxirissa si sono rapidamente dileguati nelle vie limitrofe del centro storico, lasciando sul selciato la vittima sanguinante.

Le indagini

Le serrate attività investigative, supportate dalla raccolta di testimonianze dirette e dall'analisi accurata delle riprese dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nell'area della Trinità, hanno permesso agli agenti della Questura di stringere il cerchio attorno al presunto aggressore.

La pista principale seguita con assoluta fermezza dagli investigatori è quella di una violenta faida interna legata indissolubilmente allo spaccio di sostanze stupefacenti nel cuore di Chieti. L'atto non è stato dunque considerato una semplice bravata o una lite isolata, bensì un preciso segnale punitivo tra bande rivali intenzionate a ridefinire i confini e le gerarchie territoriali del malaffare urbano.

Le reazioni

L'episodio ha immediatamente infiammato il dibattito pubblico a Chieti, inserendosi prepotentemente nelle battute finali della campagna elettorale in corso per il ballottaggio cittadino.

I vertici locali e regionali della Lega, attraverso una dura nota sottoscritta dai suoi rappresentanti, hanno aspramente attaccato la gestione della sicurezza della giunta uscente: «Chieti è ormai fuori controllo e la rissa fra gruppi di extracomunitari in pieno centro cittadino ne è la palese dimostrazione. Negli ultimi cinque anni il centro storico si è progressivamente riempito di soggetti che delinquono e minano la sicurezza pubblica. Il centrosinistra spieghi chiaramente come intende arginare questo degrado visibile sotto gli occhi di tutti».

Il sindaco

Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, ha espresso parole di ferma condanna nei confronti dell'accaduto, definendolo un «episodio grave, che lede il diritto alla vivibilità di ognuno e ha turbato la quiete di uno dei luoghi più frequentati della nostra città».

Il primo cittadino ha sottolineato come decine di famiglie, anziani e giovani abbiano assistito a scene inaccettabili che non devono in alcun modo essere normalizzate.

Tuttavia, Ferrara ha voluto rassicurare la cittadinanza sulla tenuta dell'ordine pubblico a livello locale: «La nostra è una realtà ancora salva da gravi fenomeni che si manifestano altrove sul territorio, come i dati sulla criminalità e sui reati a Chieti dimostrano. Significa che la città è presidiata e per questo voglio ringraziare le Forze dell'ordine per la prontezza e la professionalità con cui sono intervenute anche in questo caso, riuscendo a ripristinare l'ordine pubblico».