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L'episodio

Chieti, organizza una spedizione punitiva che però fallisce: 23enne condannato a 4 anni

Il giovane nel mirino era riuscito a rifugiarsi in casa: un suo familiare era intervenuto sparando con una scacciacani, mettendo così in fuga gli aggressori

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Redazione cronaca
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CHIETI. Con le accuse di violazione di domicilio, minacce, furto ed estorsione, il giudice monocratico del Tribunale di Chieti, Luca De Ninis, ha condannato a 4 anni e tre mesi di reclusione, con una provvisionale di 4.000 euro, un ventitreenne di Chieti, difeso dall'avvocato Franco Perolino. Il pm Simonetta Aleo aveva chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi.

I fatti risalgono alla notte del 4 luglio 2024. Tutto nasce da una spedizione punitiva decisa da un gruppo di ragazzi per un episodio di due giorni prima, fallita perché il giovane nel mirino riesce a rifugiarsi in casa e perché un suo familiare interviene sparando con una scacciacani, mettendo così in fuga gli aggressori.

Obiettivo della spedizione punitiva era un giovane, oggi 27enne, nel processo costituitosi parte civile assistito dall'avvocato Alessandro De Iuliis. Lui e un amico erano intervenuti il 2 luglio in una lite in difesa di un terzo giovane, benché fosse stato intimato loro di non immischiarsi, ed erano poi finiti al pronto soccorso. Secondo l'accusa nella notte del 4 luglio, insieme ad altre tre persone non identificate, l'allora ventunenne entrò nel recinto dell'abitazione del giovane e poi, per farlo uscire, costrinse un suo amico, minacciandolo, a mandargli messaggi di invito dal proprio telefono.