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Il caso

Chieti, la morte di Lorena Paolini ad una svolta: chiesta l'archiviazione per il marito

La Procura di Chieti esclude l'omicidio: la famiglia si oppone. Ed emerge un dettaglio inedito

Lorena Paolini
Lorena Paolini
di Luca Di Renzo
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CHIETI. ​La Procura della Repubblica di Chieti ha formalizzato la richiesta di archiviazione per Andrea Ceri, il marito di Lorena Paolini inizialmente accusato di omicidio volontario aggravato.

Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha depositato l'atto che segna un punto di rottura nelle indagini sulla scomparsa della donna, rinvenuta senza vita sul divano della propria abitazione.

Le perizie medico legali 

​L'inchiesta, partita a seguito del ritrovamento del corpo, si era concentrata sui segni rinvenuti sul collo della vittima, un solco che aveva spinto i sanitari del 118 a richiedere l'immediato intervento dei carabinieri.

Nonostante i sospetti iniziali, le perizie medico-legali e i successivi sopralluoghi dei Ris all'interno della villetta hanno portato gli inquirenti a sposare la tesi del gesto volontario, supportata anche dalle dichiarazioni difensive dell'indagato.

Il dettaglio inedito

​Un dettaglio inedito emerge però dagli atti: il riferimento a "altri" soggetti, segno che la magistratura ha vagliato ogni possibile coinvolgimento di persone vicine alla cerchia familiare prima di giungere alla conclusione attuale.

I legali annunciano opposizione

Una ricostruzione che non convince i parenti della vittima. Gli avvocati Francesca Di Muzio, legale della sorella Silvana Paolini, e Nicola Rullo, che assiste lo zio Leone Di Carlo, hanno già annunciato battaglia legale.

L’obiettivo è fare luce

​La difesa di parte civile si prepara a presentare opposizione all'archiviazione, chiedendo di esaminare l'intero fascicolo investigativo. L'obiettivo è fare luce sulle incongruenze che, secondo i legali, renderebbero l'ipotesi del suicidio incompatibile con le prove raccolte sul luogo del ritrovamento.