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Chieti, dissesto e ricostruzione: tavolo tecnico con Università d'Annunzio e azienda comprensoriale acquedottistica

Legnini: “Sarà un documento ampio per interventi sui territori fragili e prevenzione”

Chieti, dissesto e ricostruzione: tavolo tecnico con Università d'Annunzio e azienda comprensoriale acquedottistica
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Comune di Chieti e Università sono al lavoro per gettare le basi del Piano di interventi sul dissesto idrogeologico e del Documento di indirizzo alla progettazione. L'iniziativa è stata avviata questa mattina, 6 agosto, nel corso di un tavolo tecnico all'Università d'Annunzio con l'obiettivo di redigere il Piano comunale di delocalizzazione e mitigazione del rischio. All'incontro istituzionale hanno preso parte il sindaco Giovanni Legnini, l'assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo, il professor Nicola Sciarra, i tecnici di azienda comprensoriale acquedottistica e i tecnici comunali, per far fronte alle criticità del territorio e pianificare gli interventi necessari per la sicurezza della cittadinanza e la prevenzione dei rischi idrogeologici.

Le fasi del Piano

Il nuovo piano conterrà un inquadramento organico che comprenderà la zona rossa, la zona gialla, le aree contigue e la zona di via Fieramosca, prevedendo inoltre l'indicazione di una fase ulteriore per la redazione di un documento riguardante l'intero territorio comunale. Si partirà da una prima fase di interventi immediati sulle aree già individuate, predisponendo contestualmente una seconda fase per l'estensione delle azioni a tutto il comune, laddove emergano ulteriori esigenze di pianificazione.

Il nuovo strumento urbanistico e di sicurezza conterrà anche una dettagliata ricognizione delle pianificazioni del passato e dell'attuazione degli interventi nel corso dei decenni scorsi. Tale analisi storico-tecnica partirà dal Piano Fugazza degli anni '70, passando per il Progetto Chieti di fine anni '90, fino ad arrivare agli interventi più recenti, così da garantire una continuità e una valutazione complessiva dell'evoluzione del dissesto e delle opere realizzate.

Gruppo tecnico di valutazione

Un focus approfondito ha riguardato l'applicazione dell'articolo 9 dell'ultima Ordinanza Commissariale, la n. 3, norma introdotta su specifica richiesta del Comune per regolare le modalità di completamento degli esiti di agibilità. L'indirizzo condiviso è quello di allineare e integrare l'attività di pianificazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza con gli accertamenti degli esiti di agibilità di tutti gli edifici interessati.

Sulla base di tale articolo, il sindaco Giovanni Legnini ha promosso la costituzione del Gruppo tecnico di valutazione. All'organismo partecipano l'Ufficio per la ricostruzione post sisma della Regione Abruzzo, il Genio civile di Chieti e il Dipartimento di Scienze dell’Università d’Annunzio, coordinati direttamente dal Comune di Chieti. Il gruppo avrà il compito fondamentale di completare, valutare e formalizzare gli esiti di agibilità degli edifici situati nelle aree colpite dal dissesto idrogeologico.

Le dichiarazioni

“Abbiamo avviato questa mattina un lavoro molto impegnativo che si avvarrà dell'apporto scientifico dell'Università e coinvolgerà tutte le istituzioni indicate dalla struttura commissariale – dichiara il Sindaco –. L'obiettivo che ci siamo posti è arrivare per la fine di settembre alla stesura di un documento completo contenente l'individuazione, la quantificazione e la stima dei costi degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e sicurezza, la ricostruzione degli edifici pubblici e privati, le delocalizzazioni e la rinaturalizzazione delle aree che saranno acquisite al patrimonio comunale.”

“Con il piano che da oggi si avvia, intendiamo prevedere opere di prevenzione dei rischi, tra cui dovranno essere annoverati anche gli interventi di risanamento e delocalizzazione delle opere acquedottistiche. Si tratta di un'attività molto impegnativa per la quale sono richieste professionalità di cui purtroppo non possiamo ancora disporre pienamente, stante il ritardo del Governo nel completamento degli atti di passaggio dall'emergenza alla ricostruzione, che mi auguro sia al più presto superato, come da me richiesto al ministro della Protezione civile e al ministro Nello Musumeci con nota dello scorso 30 luglio” conclude Giovanni Legnini.