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Chieti, Di Labio replica a Paris: "Le sue parole un espediente per allontanarsi dal club"

La dura replica del presidente del club neroverde alle dimissioni del dirigente

Chieti, Di Labio replica a Paris: "Le sue parole un espediente per allontanarsi dal club"
di Stefano Recanati
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CHIETI. Nelle scorse ore ha fatto piuttosto rumore il passo indietro dell'ormai ex dirigente del Chieti Calcio, Gianni Paris. Le dimissioni presentate, frutto di un rapporto forse mai decollato del tutto, arrivano, come riportato dagli organi di stampa locale, dopo un mancato accordo tra il dirigente, la squadra e la società sul pagamento degli stipendi. Tempistiche e modalità non sono passate inosservate, rendendo la separazione inevitabile.

Poco fa, attraverso un comunicato stampa, è arrivato il punto di vista del presidente del sodalizio neroverde, Gianni Di Labio. «Al momento del suo ingresso nell'organigramma dirigenziale, lo stesso era stato pienamente edotto della reale situazione economico-finanziaria della società. In tale sede, l'Avv. Paris accettò la sfida professionale garantendo personalmente la copertura degli emolumenti relativi alle mensilità di marzo, aprile e maggio. L'ultimatum "altrimenti lascio tutto", ricevuto dalla società, appare dunque come un mero pretesto per disimpegnarsi».

Entra quindi in ballo il discorso sull'azionariato popolare, che lo stesso Paris aveva promosso per poi doverlo riporre in un cassetto dopo il comunicato della Curva Volpi. «La proprietà — si legge ancora nel comunicato — si è dichiarata sin da subito scettica, ritenendo che tali progetti vadano pianificati a inizio stagione, con obiettivi e risorse ben definiti. Nonostante le riserve, è stata concessa massima libertà d'azione. Sorge dunque il legittimo sospetto che le dimissioni e le relative dichiarazioni pubbliche siano soltanto un espediente per allontanarsi dal club, evitando di dare seguito agli impegni economici assunti e garantiti fino al termine della stagione».

Il presidente Di Labio torna infine a parlare delle difficoltà economiche che hanno attanagliato questa stagione sportiva, ormai quasi al capolinea: «Dispiace per questo epilogo - dichiara il presidente -. Dopo i ripetuti mancati adempimenti economici verificatisi sin dall'inizio della stagione, è doveroso chiarire che il sottoscritto e il vicepresidente Dario Scurci, pur impegnandosi quotidianamente per garantire continuità e dignità al progetto sportivo, non sono mai stati messi nelle condizioni di operare con le risorse necessarie, indispensabili anche per far fronte a obblighi fondamentali come il pagamento degli stipendi. Nonostante i sacrifici compiuti per mantenere il calcio a Chieti, riteniamo che una piazza così importante richieda solidità, responsabilità e una concreta collaborazione tra tutte le componenti societarie».