Politica
Ballottaggio Chieti 2026: affluenza al 30,32% alle 19, sfida decisiva tra Legnini e Sicari
di Luca Di Renzo

CHIETI. Il 2 aprile scorso, sul tratto fluviale in piena che collega il territorio molisano all'adriatico, il cinquantatreenne pugliese Domenico Racanati è rimasto vittima del cedimento strutturale di un ponte, venendo inghiottito dalla forza della corrente a bordo della sua Fiat Bravo grigia mentre cercava di raggiungere la propria imbarcazione ormeggiata a Ortona.
A distanza di due mesi dall'incidente, i Vigili del Fuoco e le autorità competenti stanno impiegando droni avanzati dotati di magnetometro per scandagliare i fondali marini alla ricerca di tracce metalliche del veicolo, in un'indagine complessa che unisce le operazioni di soccorso agli accertamenti giudiziari della Procura.
Tecnologia con magnetometro nei fondali di Bisceglie
Gli ultimi e più sofisticati tentativi di localizzare il corpo di Domenico Racanati e la sua vettura si sono concentrati nell'area marittima antistante la costa.
I nuclei specializzati dei Vigili del Fuoco hanno messo in campo un drone equipaggiato con un magnetometro, una tecnologia di precisione specificamente progettata per individuare masse metalliche rimaste sepolte o nascoste sotto i fondali sabbiosi del marittimo di Bisceglie. Nonostante l'accuratezza dei rilievi strumentali effettuati, i monitoraggi non hanno purtroppo restituito alcuna traccia visibile o segnale d'interesse, lasciando temporaneamente insoluto il mistero sul punto esatto in cui la corrente abbia trascinato il mezzo.
L'incontro in Prefettura a Campobasso
La determinazione dei parenti della vittima rimane incrollabile. La famiglia Racanati è stata recentemente ricevuta in Prefettura a Campobasso nel corso di un vertice istituzionale espressamente richiesto per fare un punto dettagliato e rigoroso su tutte le attività di perlustrazione svolte in questi sessanta giorni di angoscia.
Durante il colloquio, i vertici territoriali hanno espresso la massima vicinanza ai familiari, fornendo la rassicurazione formale che le operazioni di perlustrazione non verranno interrotte, ma proseguiranno attraverso nuove pianificazioni e l'eventuale impiego di ulteriori dispositivi di scansione subacquea.
Le testimonianze a 'Chi l'ha visto?' e i dubbi sulla viabilità
Il caso ha assunto anche una forte rilevanza mediatica nazionale. mercoledì sera, la nota trasmissione televisiva di Rai 3 'Chi l'ha visto?' ha riacceso i riflettori sulla tragedia proponendo una testimonianza chiave. Un amico del fratello di Domenico Racanati, che si trovava a transitare sulla medesima struttura circa mezz'ora prima del tragico collasso, ha rilasciato dichiarazioni importanti sulle condizioni di viabilità di quel giorno. Tali affermazioni sollevano interrogativi cruciali in merito alla tempestività delle chiusure stradali e alla gestione dei flussi di traffico durante l'evento meteorologico estremo del 2 aprile.
Inchiesta della Procura di Larino
Dal punto di vista giudiziario, l'intera area interessata dal crollo rimane sottoposta a un severo provvedimento di sequestro preventivo. A metà settimana, la società Anas ha formalmente depositato alla Procura di Larino un'istanza per ottenere l'autorizzazione a compiere i rilievi tecnici strutturali e a procedere con la conseguente rimozione delle macerie che ostruiscono il letto del fiume.
Sulla delicata questione è intervenuta direttamente la Procuratrice Capo, Elvira Antonelli, che ha chiarito in modo inequivocabile la linea dei magistrati: «Questa cosa si potrà fare solo nel momento in cui ci troveremo nella condizione di aver capito chi ha o può avere responsabilità nel crollo».
Le indagini per disastro colposo e omicidio stradale proseguono dunque a ritmo serrato per individuare i presunti responsabili prima di alterare lo stato dei luoghi.