Politica
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Si sono perse le tracce di Giacomo Viglione, l'ex capocantiere in pensione di 68 anni, svanito nel nulla lo scorso 29 maggio nel piccolo comune di Quadri, in provincia di Chieti.
L'uomo si è allontanato volontariamente dalla propria abitazione lasciando il telefono cellulare e facendo perdere ogni contatto, in un momento di forte vulnerabilità personale e familiare dovuto alla recente scomparsa della madre e ai problemi di salute della sorella di cui si prendeva cura.
La Prefettura ha deciso di sospendere le operazioni sul campo, mentre la Procura di Lanciano ha aperto un fascicolo d'indagine per fare luce sul mistero.
Gli ultimi spostamenti e l'allarme dei familiari
La mattina di quel venerdì 29 maggio, Giacomo Viglione è uscito di casa a Quadri seguendo una routine apparentemente normale, interrotta però da alcuni dettagli insoliti. Prima è passato sotto l'abitazione dove la compagna Ofelia lavora come badante, inviandole un messaggio di saluto. Successivamente ha raggiunto via San Sebastiano per dare da mangiare ai suoi amati cani da tartufo.
Le ultime immagini certe dell'uomo provengono dalle telecamere di videosorveglianza del paese, che lo hanno inquadrato mentre transitava in via dell'Aia indossando una maglietta scura e un paio di jeans, prima di sparire nel nulla.
Le dichiarazioni della compagna e il quadro psicologico
La compagna Ofelia ha espresso profonda preoccupazione, descrivendo uno stato d'animo alterato nei giorni precedenti alla scomparsa: “Ho notato che lui era un po' triste perché diceva che le faceva male tutto: la schiena, il ginocchio, le spalle. La mattina lo chiamo o chiama lui. Quella mattina l’ho sentito, lui stava bene. Poi alla fine mi ha mandato pure un messaggio”.
Giacomino, come lo chiamano affettuosamente in paese, viveva un periodo di forte stress: a gennaio aveva perso la madre ed era rimasto solo a gestire l'assistenza della sorella Sandra, affetta da gravi problemi di salute.
Ricerche sospese a Quadri: l'intervento della Procura di Lanciano
Nonostante l'impiego massiccio di uomini e mezzi, tra cui i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e le forze dell'ordine, supportati da droni e unità cinofile, i battiti a tappeto del territorio boschivo circostante non hanno dato alcun esito. La decisione della Prefettura di sospendere le ricerche sul campo sposta ora il fulcro dell'azione sull'attività investigativa coordinata dalla Procura di Lanciano, che ha aperto un fascicolo per determinare le dinamiche ed escludere l'eventuale coinvolgimento di terzi.
La comunità resta con l'occhio vigile
La sparizione dell'ex capocantiere ha lasciato un vuoto profondo nel tessuto sociale locale. Un rappresentante dei cittadini ha voluto sottolineare la persistente mobilitazione emotiva e solidale della popolazione: “La comunità tutta è stata assolutamente toccata e impegnata, e sinceramente lo siamo ancora perché anche oggi, quando facciamo una semplice passeggiata per il paese, in realtà hai sempre l'occhio vigile di stare attenta e cercare di vedere se riesci a capire qualche cosa”.
Le indagini rimangono aperte, e chiunque avesse notizie o dettagli utili è invitato a contattare immediatamente le autorità competenti.