Il raggiro
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di Andrea Rapino

CHIETI. La Commissione parlamentare sul dissesto idrogeologico ha fatto tappa a Chieti per un’audizione cruciale con il sindaco Diego Ferrara. Durante l’incontro, presieduto da Pino Bichielli con la partecipazione di Luciano D’Alfonso, Guerino Testa e Dario Iaia, è stato analizzato il critico scenario del quartiere Santa Maria. L’amministrazione comunale ha ripercorso le tappe dell’emergenza, che ha visto lo sgombero di numerosi nuclei familiari a seguito di frane devastanti, evidenziando il passaggio normativo verso la ricostruzione previsto dal Decreto-legge 116/2025.
Il piano da 33 milioni di euro
Ferrara ha presentato un Piano generale di mitigazione del rischio che prevede 16 azioni prioritarie. Il progetto, basato su dati Ispra e studi dell’Università G. d'Annunzio, richiede un investimento di 33 milioni di euro per interventi strutturali.
Tra le opere urgenti figurano il consolidamento degli ipogei del centro storico, l'adeguamento delle reti idriche e la messa in sicurezza dei fossi cittadini. L'obiettivo è superare la gestione frammentaria dell'emergenza per adottare una strategia di prevenzione permanente a tutela della sicurezza dei cittadini.
L'emergenza
«La presenza della Commissione parlamentare a Chieti è un segnale di vicinanza dello Stato a una comunità che soffre - sostiene il sindaco -, abbiamo illustrato con estrema chiarezza i fatti: dal dramma del quartiere Santa Maria alla necessità di sbloccare i fondi congelati. Non chiediamo solo assistenza, ma il riconoscimento di un impegno scientifico e amministrativo che, grazie alla collaborazione con l'Università G. d’Annunzio, sta cercando di trasformare una crisi senza precedenti in un modello di gestione responsabile».
Il futuro
«Dobbiamo uscire definitivamente dalla logica dell'emergenza perenne. Il Piano di mitigazione con 16 azioni prioritarie che ho presentato - conclude Ferrara - non è un semplice elenco di opere pubbliche, ma un atto di responsabilità verso oltre 7.000 cittadini che vivono in aree a rischio. Investire 33 milioni di euro oggi per mettere in sicurezza i fossi cittadini e le cavità del centro storico significa risparmiarne centinaia domani. La prevenzione non è un costo burocratico, ma l'unica via per garantire dignità e futuro a Chieti».