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Tribunale

Caso Prospero, la Corte d'assise respinge il trasferimento e il patteggiamento

Il collegio ha declinato una nuova istanza di patteggiamento a tre anni di reclusione

Andrea Prospero
Andrea Prospero
di Luca Di Renzo
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LANCIANO. Il processo per la morte di Andrea Prospero resta incardinato nel capoluogo umbro. La Corte d’assise di Perugia, presieduta da Carla Giangamboni, ha infatti respinto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa del giovane romano imputato per istigazione o aiuto al suicidio.

I giudici

Secondo i giudici, il reato deve considerarsi consumato nel luogo del decesso e non nella città di residenza dell’accusato, nonostante i contatti tra i due siano avvenuti esclusivamente tramite piattaforme social.

Il collegio rigetta le istanze difensive

​Parallelamente, il collegio ha declinato una nuova istanza di patteggiamento a tre anni di reclusione, presentata senza il consenso della procura di Perugia. L'opposizione ferma del procuratore Raffaele Cantone e dei legali della famiglia Prospero ha segnato l'andamento dell'udienza, confermando anche la presenza di tutte le parti civili costituite.

I fatti

​Il diciannovenne di Lanciano era stato trovato senza vita in un bed and breakfast del centro storico dopo una serie di interazioni digitali finite sotto la lente degli investigatori. Con il rigetto delle istanze difensive, il dibattimento entra nel vivo: il prossimo appuntamento in aula è fissato per il 22 aprile quando saranno ascoltati i primi testimoni e gli agenti della polizia di stato che seguirono le indagini preliminari.