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Diritti

Casa nel bosco: ad Ancona il corteo contro lo Stato che separa i genitori dai figli

L’iniziativa di Anima Mundi e Marche Terre Libere punta i riflettori sul caso della famiglia abruzzese, denunciando presunte ingerenze dello Stato nelle scelte di vita alternative

I genitori della casa di Palmoli
I genitori della casa di Palmoli
di Redazione Chieti
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ANCONA. Ad Ancona un «corteo per la libertà delle famiglie» e per esprimere un «no alle ingerenze dello Stato». L'iniziativa promossa dalle associazioni culturali Anima Mundi e Marche Terre Libere, che partirà da Largo XXIV Maggio davanti al Comune fino al Tribunale dei Minori, mette al centro «il caso dei genitori abruzzesi separati dai loro bambini». «Difendiamo i diritti costituzionali - affermano gli organizzatori - dalla tutela dei più piccoli al ripudio della guerra».

Il ritrovo è previsto per le ore 14 davanti al Comune con arrivo al Tribunale dei Minori, per denunciare «una crescente ingerenza dello Stato nelle scelte di vita delle persone, a partire dal caso della famiglia che viveva nel bosco in Abruzzo e a cui sono stati sottratti i figli». Le associazioni leggono la vicenda «non come un semplice fatto di cronaca» ma come un «segnale di una più ampia deriva politica e culturale che colpisce chi tenta di costruire modelli di vita alternativi al paradigma dominante»; «consideriamo grave che le istituzioni intervengano nella forma più coercitiva dove non vi sono abusi o violenze, ma soltanto scelte esistenziali diverse dalla norma-spiegano gli organizzatori». «Una vita più a contatto con la natura, - osserva la dottoressa Debora Cuini, presidente dell'Associazione Anima Mundi - una minore dipendenza dalle tecnologie, stili di consumo sobri ed esperienze educative non allineate alla logica del mercato». «Così - aggiunge - il dissenso rispetto al modello neoliberista viene trattato come devianza e la ricerca di forme di vita essenziali e non mercificate viene trasformata in un rischio da neutralizzare».