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Elezioni

Ballottaggio Chieti 2026: scontro finale tra Giovanni Legnini e Cristiano Sicari per la guida del Comune

Il candidato del centrosinistra parte in vantaggio, ma il centrodestra si ricompatta

A sinistra Legnini, a destra Sicari
A sinistra Legnini, a destra Sicari
di Luca Di Renzo
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CHIETI. I cittadini di Chieti torneranno alle urne domenica 7 e lunedì 8 giugno prossimi per il ballottaggio delle elezioni comunali che vedrà la sfida decisiva tra Giovanni Legnini e Cristiano Sicari.

Si decide il futuro politico del capoluogo abruzzese per eleggere il nuovo sindaco e definire la giunta governativa dopo un primo turno frammentato.

I numeri del primo turno

Il candidato del campo largo e progressista di centrosinistra, Giovanni Legnini, si presenta alla seconda tornata elettorale forte del 47,2% delle preferenze ottenute al primo turno, registrando un vantaggio di ben 20 punti percentuali rispetto al diretto avversario.

Di contro, lo sfidante di centrodestra Cristiano Sicari, rappresentante di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Noi Moderati, si era fermato al 27,5% dei voti.

Tuttavia, lo scenario politico in vista del ballottaggio si è radicalmente modificato. Cristiano Sicari ha siglato un apparentamento con la Lega guidata da Mario Colantonio e con le liste civiche che fanno capo ad Alessandro Carbone, ex consigliere comunale del Pdl e terzo candidato più votato nella passata tornata del 24 e 25 maggio.

Questo blocco di liste porta in dote complessivamente oltre 5.500 voti, equivalenti al 21% delle preferenze complessive, proiettando i due schieramenti verso un clamoroso pareggio virtuale sulla carta.

Le strategie del centrosinistra

Sul fronte opposto, il centrosinistra ha scelto la linea della continuità coalizionale senza siglare apparentamenti formali sulla scheda. Ciononostante, l'ex commissario alla ricostruzione ed ex vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, potrà beneficiare del sostegno pubblico e dichiarato espresso in questi giorni dai candidati civici esclusi dal ballottaggio: Giancarlo Cascini (che ha raccolto il 3,14%) e Olinto Amoroso (attestatosi allo 0,81%).

A supporto della coalizione progressista si è mossa massicciamente la leadership nazionale. Nel corso della campagna elettorale sono giunti nel capoluogo teatino i principali esponenti del centrosinistra, tra cui Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Niki Vendola.

Proprio nella giornata di oggi, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è tornato in città per consolidare l'elettorato e lanciare la volata finale.

La mobilitazione del centrodestra

Per l'avvocato ed ex presidente del consiglio di amministrazione del teatro Marrucino, Cristiano Sicari, la sfida si gioca soprattutto sulla capacità di capitalizzare i voti della coalizione ricompattata. Sebbene nella prima fase della campagna elettorale la città abbia ospitato figure di rilievo come Giovanni Donzelli, Maurizio Lupi e il segretario della Lega Matteo Salvini, in quest'ultimo scorcio i leader romani sembrano latitare, lasciando spazio a una mobilitazione interamente concentrata sulle dinamiche territoriali.