Il raggiro
Chieti, finto incaricato Amazon per le assunzioni truffa oltre venti persone
di Andrea Rapino

CHIETI. La nuova legge regionale la numero 28 del 13 novembre 2025 segna una svolta storica per la sicurezza in quota, abrogando e sostituendo la precedente normativa che risaliva ormai al 1992. È stato necessario attendere ben 33 anni per ottenere un testo normativo adeguato alle attuali necessità del territorio e alle moderne sfide climatiche. Questo provvedimento coinvolge attivamente Comuni, Protezione civile e Soccorso alpino, istituendo un sistema coordinato per la valutazione del pericolo.
La riforma
Il cuore della riforma risiede nella creazione di protocolli operativi che mettono fine alla frammentazione delle competenze. Grazie alla legge 28, i Comuni montani avranno maggiori strumenti per la prevenzione, mentre il Soccorso alpino e la Protezione civile potranno operare all'interno di una cornice normativa chiara, ottimizzando i tempi di intervento. La gestione del rischio valanghe e la manutenzione della sentieristica diventano pilastri centrali, con un occhio di riguardo alla tecnologia per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni meteorologiche.
Questa legge non rappresenta solo un aggiornamento burocratico, ma un vero e proprio cambio di paradigma: la montagna viene finalmente considerata un ecosistema dinamico che richiede una governance partecipata e consapevole, capace di tutelare sia i residenti che i turisti di fronte alle incertezze del nuovo scenario ambientale.