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Yanbu, così dopo la prima prova della Dakar il team di Tito e Silvio Totani

Una tappa molto impegnativa, con un terreno sassoso e durissimo, oltre che sinuoso, con gli aquilani al quarto posto nella categoria "2 ruote motrici"

Yanbu, così dopo la prima prova della Dakar il team di Tito e Silvio Totani
di Redazione L'Aquila
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YANBU. Una prima tappa davvero impegnativa e non solo per i fratelli Silvio e Tito Totani, nella 48esima edizione del difficile rally Dakar. La prova è partita ieri mattina, domenica 4 gennaio, sotto il sole e tutti gli equipaggi dopo 100 chilometri di trasferimento sono entrati in una prova speciale tritasassi, nel vero senso della parola. Al traguardo, appena usciti dalla speciale gli aquilani Silvio e Tito Totani erano 36esimi, poi sono arrivati gli altri equipaggi e soprattutto sono arrivati cinque minuti di penalità per due speed limit – limite di velocità non rispettato – uno in speciale e uno in trasferimento, per i quali si sta attualmente discutendo.

La classifica

Al momento i due aquilani sono 54esimi nella classifica mista di tappa, quella cioè che tiene conto di auto, ssv e camion, ma sono 44esimi in quella riservata a tutti i veicoli. Se si guarda alla sola classifica delle "2 ruote motrici", ovviamente la situazione cambia, con il quarto posto, davanti addirittura al loro "professore" Christian Lavieille che corre nel loro stesso team e che ha chiuso alle loro spalle per poco più di tre minuti per un problema alle candele.

Il commento

«Tutto a posto direi – afferma Tito Totani, il copilota – questa prima giornata per noi era fondamentale perché dovevamo davvero capire il funzionamento dell’Optiumus, e in effetti siamo contenti perché ogni giorno impariamo qualche cosa. Il percorso era tosto, specialmente nei tratti di terreno duro, che non erano pochi. Quando si corre così forte sulle pietre e sul duro la vita all’interno dell’abitacolo si complica: tanti equipaggi hanno spaccato gomme e ruote, come previsto, ma noi siamo stati attenti». Una foratura però, è arrivata anche per i Totani: «In realtà abbiamo forato, perché cercavamo una via alternativa. Abbiamo trovato i Land Rover ufficiali bloccati dentro uno oued e non era possibile passare, non c’era lo spazio. Non eravamo soli e così anche gli altri equipaggi come noi hanno cercato un passaggio alternativo a destra e a sinistra e quando lo abbiamo trovato ci siamo resi conto che riuscivamo a passare ma non agevolmente. Però ci siamo riusciti solo che proprio sugli ultimi metri abbiamo beccato un sasso».

La nuova tappa

Oggi, lunedì 5 gennaio, la carovana della Dakar, in Arabia Saudita, lascerà Yanbu, e probabilmente anche il caldo: si sale a nord, verso Al Ula con una tappa di 504 km di cui 400 di ps: 104 i chilometri di trasferimento iniziale con la prima macchina in partenza alle 8.10. E ancora sassi e terreno duro.