Serie C
Pescara, bivio Ostiamare per Buscè in un Adriatico diventato tabù
di Giuliano De Matteis

PESCARA. Dopo tre partite sulla panchina del Pescara il tecnico Giorgio Gorgone va a caccia della prima vittoria, ma servirà un'impresa per conquistarla nel “testacoda” contro il Frosinone in programma domani (14 dicembre, ore 17:15) allo stadio “Adriatico”. «Dopo Bari c'era ovviamente delusione per la mancata vittoria, ma la squadra c'è - ha detto l'allenatore biancazzurro nella conferenza stampa della vigilia -. Avrebbe bisogno di una botta di energia e di punti, ma ho visto i ragazzi presenti e consapevoli di quello che stiamo facendo».
Gorgone aspetta il “suo” Frosinone
Una sfida al passato per Gorgone, che a Frosinone è stato vice di Stellone e ha guidato la Primavera: «Lì ho vissuto sei anni molto intensi. Rivedrò con piacere il presidente e i dirigenti rimasti, mentre ricordo sempre con affetto un amico che ho perso come il preparatore dei portieri Domenico Costantini. Ora però sono concentrato sul Pescara». Un'avversaria complicatissima la capolista di Massimiliano Alvini: «Hanno passo e dribbling, giocatori devastanti nell'uno contro uno e questo nel gioco di oggi è determinante. Il calcio però è bello perché non c'è mai niente di scontato, sarà una partita complicata e in cui secondo me avremo anche noi le nostre occasioni. Credo molto e confido nella fame di questo gruppo, vedo una squadra "operaia" che a me piace molto. Diversi dei nostri giocatori l'anno scorso erano in C e sanno di quale "inferno" si tratta, quindi hanno quella fame che serve. Sarà un test importante, perché è una squadra forte, ma al di là dell'avversario ci sono punti in palio e noi dovremo cercare di prenderceli. Servirà il giusto equilibrio, senza fare i "kamikaze". Non si potrà essere super aggressivi in ogni momento della gara, ma secondo me i ragazzi hanno voglia di farsi valere».
Pescara, episodi a sfavore e infortuni
Gorgone è tornato poi sugli episodi che nelle ultime due gare hanno fatto discutere: «Le statistiche dicono che meritavamo altro, ma alla fine abbiamo ottenuto un solo punto. Non ci dobbiamo però far prendere dallo scoramento né deprimerci, ma essere convinti che continuando a fare queste prestazioni le cose cambieranno. Se analizziamo gli episodi, con un po' di fortuna potevamo raccogliere di più, ma ora dobbiamo voltare pagina. Niente di clamoroso, perché al "San Nicola" il rigore su Castrovilli si poteva dare e non dare, come si poteva far ripetere o meno poi lo stesso penalty contro una squadra in dieci. Episodio al limite anche il gol che ci è stato annullato contro il Padova. Non penso assolutamente che ci sia malafede, ma chiedo che ci sia più attenzione». Un ritorno anche sull'espulsione rimediata da Olzer al “San Nicola”: «Non dobbiamo trovare colpevoli, perché lui era il più dispiaciuto e sa di aver sbagliato - ha detto il tecnico biancazzurro -. Il suo errore servirà però da insegnamento anche a tutti gli altri, perché i dettagli fanno la differenza e a Bari senza l'uomo in meno non avremmo pareggiato». Così su Tsadjout (di nuovo ai box e con un futuro che pare ora incerto) e sui tanti infortuni: «Non l'ho avuto praticamente mai, perché ho provato a rimetterlo dentro ma non stava bene. Lo stesso con Olzer che era appena rientrato ed è stato espulso, ma anche Oliveri non l'ho mai avuto».
Le parole del tecnico biancazzurro sul mercato
Ecco così che il discorso si è spostato sul mercato: «Non è il momento di parlarne - ha detto Gorgone - ma ci sarà da fare un punto e delle valutazioni con la società, che è vigile in questo senso, su quello che può servire a questa squadra per avere giocatori utili e che stanno bene, perché il tempo stringe e non possiamo permetterci di ri-atletizzare qualcuno. La società è disponibile a valutare tante cose, perché tutti questi infortuni ci hanno fatto perdere potenziale, ma ci sarà tempo e modo di pensarci. Ora dobbiamo concentrarci sulle prossime tre partite, che sono importantissime e affronteremo con questo gruppo di ragazzi». Il tecnico del Pescara ha risposto poi a una domanda su Caligara: «Quando ero arrivato non mi aveva fatto impazzire il suo modo di affrontare l'allenamento, ma ci ho parlato subito e ora ha modificato questo suo atteggiamento, che è però frutto di un modo di essere. Lui è molto leale e molto pulito». Così invece sul recuperato Squizzato: «Sta bene già da un po' e a centrocampo ho dei dubbi, anche chi non ha avuto spazio mi piace molto e merita delle occasioni. Ci sono tanti giocatori con caratteristiche diverse e tutti molto utili, poi è normale che vanno fatte le scelte. Il calciatore forte però è quello che mantiene alto il livello delle prestazioni anche quando gioca poco. In rosa ci mancano dei mancini, ma se ne riparlerà dopo il 27, prima ci sono tre partite da affrontare».