Serie C
Pescara, bivio Ostiamare per Buscè in un Adriatico diventato tabù
di Giuliano De Matteis

AL ULA. Non finisce di sorprendere questa Dakar 2026, e siamo solo alla terza tappa. Ieri, 6 gennaio, se si è disputata la terza tappa della, con partenza e arrivo ad Al Ula. I fratelli Tito e SilvioTotani sono partiti 127esimi e hanno viaggiato per 400 chilometri praticamente, nella polvere degli altri concorrenti. Sorpassi a non finire e la soddisfazione di aver rimontato più di quaranta posizioni, finendo la tappa 79esimi nella classifica che tiene conto di tutte le categorie e settimi nella classifica che tiene conto delle due ruote motrici e 50esimi in quella delle vetture. Nella classifica assoluta infatti, bisogna tener conto che figurano anche i camion, gli SSV e i Challenger oltre alle vetture strettamente di serie denominate Stock.
«Siamo partiti per la speciale molto indietro e avremo fatto almeno trenta sorpassi: uno in particolare, di un camion, è stato difficilissimo perché ci ha tenuti dietro più di trenta chilometri – racconta Tito Totani – e noi non riuscivamo neanche ad avvicinarci per la tantissima polvere. Un fesh fesh sottile che non ci permetteva di vedere neanche a un metro, in più di un’occasione siamo stati costretti a fermarci perché non vedevamo neanche dove mettevamo le ruote. Un bel recupero dunque, per fortuna senza soste non programmate e senza neanche una foratura della "MonnaLisa" si è comportata benissimo e ora i fratelli sono di nuovo in attesa di un’altra riunione di giuria che si propone di risolvere il problema dei trenini – le vetture in fila - e delle partenze. Attenzione però, questo problema esiste da almeno sei anni e non si può risolvere perché c’è un regolamento molto chiaro e in tutto questo tempo non c’è stata una qualche volontà di risolverlo, quindi queste riunioni sono giusto un palliativo per attutire le polemiche dei piloti».
Quarta tappa
Oggi, 7 gennaio, è prevista la quarta tappa che è anche la prima parte della prima Marathon 2026 e quindi tutti gli equipaggi alzeranno un po' il piede per cercare di arrivare al bivacco "Refuge".