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Elezioni comunali in Abruzzo, 127 comuni al voto: la sfida-chiave, il simbolo bocciato e il paese del famoso film

Sarà una tornata che impegnerà le quattro provincie ma con alcune particolarità. A Chieti il super candidato Giovanni Legnini e attenzioni puntate anche su Avezzano. 115 i comuni chiamati a votare nell’aquilano. Polemiche a Castel di Sangro per la bocciatura di un simbolo contente una croce.

Elezioni comunali in Abruzzo, 127 comuni al voto: la sfida-chiave, il simbolo bocciato e il paese del famoso film
di Alfredo Giovannozzi
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PESCARA. Saranno 127 i comuni abruzzesi che il 24 e 25 maggio saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali.

Sarà una tornata che impegnerà le quattro provincie ma con alcune particolarità. Intanto si voterà in un solo capoluogo di provincia, vale a dire Chieti ma a destare curiosità è la ripartizione territoriale dei comuni dove si voterà. Saranno infatti quattro in provincia di Teramo (Montorio al Vomano, Castel Castagna, Isola del Gran Sasso e Castelli), quattro in provincia di Pescara (Elice, Carpineto della Nora, Civitaquana e Torre de’ Passeri), quattro in provincia di Chieti (Chieti, Guardiagrele, Palena e Guilmi) e ben 115 in provincia di L’Aquila dove la Marsica e l’Alto Sangro la fanno da padroni.

L'unico capoluogo di provincia

A Chieti ci sarà quello che da tutti è considerato il super candidato. Si tratta di Giovanni Legnini, esponente del campo largo, con l’appoggio di tutti i partiti del centrosinistra ma con un curriculum vitae da far tremare i polsi: ex Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura oltre che: senatore, deputato, consigliere regionale, commissario straordinario per la ricostruzione in centro Italia, commissario straordinario per i dissesti idrogeologici a Ischia e altre zone, consigliere comunale e Presidente del consiglio comunale di Chieti, insomma chi più ne ha più ne metta. Il centrodestra gli si oppone spaccato. Da una parte Cristiano Sicari che rappresenta tre partiti politici (FI, FdI, Noi Moderati e una lista civica) mentre la Lega con Udc e Azione Politica appoggiano l’altro candidato Mario Colantonio. Gli altri due candidati a sindaco sono Alessandro Carbone (quattro liste civiche) e Giancarlo Cascini con una sola lista civica. In tutto nel capoluogo teatino le liste presentate sono 20 e i candidati 585.

Guardiagrele e Avezzano

 In provincia il comune più importante è quello di Guardiagrele dove il sindaco uscente Donatello di Prinzio è sfidato da Piergiorgio Della Pelle. Chieti a parte è la Marsica dove si concentrano le attenzioni particolari.

Il fulcro sarà Avezzano dove il sindaco uscente, Gianni Di Pangrazio sfiderà gli altri quattro candidati, vale a dire: Alessio Cesareo, Roberto Verdecchia, Loreta Ruscio e Gianluca Ranieri. Di Pangrazio avrà l’appoggio di ben 10 liste e 240 candidati che, per certi versi, potremmo definire trasversali. Due comunque i partiti nazionali che lo appoggiano: Lega Avezzano e UDC. Le Altre sono tutte civiche. Tanto ha fatto discutere l’uscita dal centrodestra di Lega e UDC (un po’ come accaduto a Chieti), ma tant’è. Il candidato ufficiale del centrodestra è Alessio Cesareo (FdI, FI, Noi Moderati e una civica) mentre quello del centrosinistra è Roberto Verdecchia (PD, Rifondazione Comunista, M5S, AVS e una civica). Gli altri due candidati a sindaco: Loreta Ruscio e Gianluca Ranieri sono entrambi appoggiati da due liste civiche. Fari puntati nella Marsica anche su Celano, Luco dei Marsi, Pescina e Collelongo (paese natale dello scomparso Ottaviano del Turco).

Alt alla croce

Nella Valle Peligna e Alto Sangro il comune più importante che andrà al voto è Castel di Sangro dove, il sindaco uscente Angelo Caruso sfida Michela D’Amico. L’interesse si è acceso soprattutto perché lì è spuntata la prima polemica su un simbolo. La commissione elettorale ha infatti bocciato e imposto il cambio del logo della lista "Comunità Castellana" che appoggia la D’Amico, perché conteneva una croce posta sopra una chiesa. Secondo la commissione si tratta di una violazione sull’uso dei simboli religiosi e dunque va cambiata. Sarebbe stato come bocciare il simbolo della DC perché lo storico simbolo dello scudo crociato (che qualcuno oggi ancora utilizza) induceva l’elettorato a votare secondo la religione. Chissà cosa sarebbe successo allora?

Nella città del famoso film

Tra i comuni della zona chiamati alle urne c’è anche il piccolo comune di Opi, reso famoso dal celebre film di Antonio Albanese: “Un mondo a parte”. Qui c’è un solo candidato sindaco, Antonio Di Santo, e una sola lista. Deciderà il quorum dei votanti.

Le altre sfide da seguire

Nella zona dell’aquilano da tenere sotto osservazione ci sono: Pizzoli, Castel del Monte, Capestrano, Fontecchio, Rocca di Cambio e altri.

Nel teramano fari puntati su Montorio al Vomano dove il super favorito, il sindaco uscente Fabio Altitonante, ha fatto fatica a trovare un avversario. Alla fine sarà la consigliera di opposizione uscente Alessia Nori. Entrambi hanno una sola lista di appoggio ma i pronostici danno per scontata la rielezione di Altitonante. A Castel Castagna la sindaco uscente Rosanna De Antoniis corre da sola, mentre c’è la curiosità di Castelli (comune noto in tutto il mondo per la ceramica) dove tra i tre candidati c’è Paolo Tancredi, ex senatore e deputato oltre che figlio d’arte, che si candida a sindaco contro Maria Ludovica Simone e Giovanni Schiappa. Tre anche i candidati a Isola del Gran Sasso, il comune che ospita il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, patrono della regione.

In provincia di Pescara fari puntati su Torre dei Passeri dove c’è un solo candidato, Giovanni Mancini, e anche qui a decidere sarà il quorum.