Il caso
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di Redazione cronaca

Umberto Bossi oggi, giovedì 19 marzo, è morto: il fondatore della Lega Nord aveva 84 anni.
Il Senatùr ha rappresentato una delle figure più dirompenti del panorama politico italiano. Nato a Cassano Magnago, dopo gli studi in medicina e diverse esperienze nel campo artistico e sindacale, decide di dedicarsi interamente alla causa dell'autonomia regionale. La svolta avviene con la creazione della Lega Lombarda, movimento che si proponeva di dare voce alle proteste dei cittadini settentrionali contro il "centralismo" di Roma.
Sotto la sua guida, il partito confluisce nella Lega Nord, diventando una forza determinante per la nascita della coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi. Nel corso della sua lunga attività parlamentare, Umberto Bossi ha ricoperto ruoli di primo piano, tra cui quello di ministro per le Riforme Istituzionali.
Il suo obiettivo principale è sempre stato la devoluzione, ovvero il trasferimento di poteri dallo Stato centrale alle Regioni, un tema che ha dominato il dibattito pubblico per decenni.
Nonostante le sfide personali e di salute, il Senatùr non ha mai abbandonato la scena politica, mantenendo il ruolo di presidente a vita del movimento da lui creato. La sua eredità politica resta legata alla capacità di aver trasformato un'istanza locale in un progetto di respiro nazionale, cambiando radicalmente il linguaggio e i rituali della comunicazione elettorale. Con la sua scomparsa, l’Italia perde un protagonista che, piaccia o meno, ha scritto capitoli fondamentali della storia recente.