Politica
Dopo il Pd anche il M5S dice no a Nugnes: a Roseto il fronte del simbolo si allarga e le Comunali 2027 si complicano
di Tito Di Persio

L’AQUILA. Non sono serviti i tempi supplementari questa volta per approvare la legge di bilancio 2026. All’Emiciclo i tempi sono stati contingentati e il discorso è stato chiuso senza nemmeno fare le ore piccole. «Grazie, con l’applicazione del metodo della ghigliottina la maggioranza di centrodestra ha sistemato tutto». Francesco Taglieri, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, taglia corto sulla vicenda. «Noi, come minoranza abbiamo presentato oltre 200 emendamenti. Ne sono stati concessi solo 5 per ogni consigliere. In questo modo non c’è stata la possibilità di fare molto».
Il gruppo del “Patto per l’Abruzzo” ha definito questa manovra come quella che taglia molto ma concede anche molto. Lei è d’accordo? «Sì. Assolutamente sì. Hanno concesso agli amici degli amici e tagliato molto agli abruzzesi».
Eppure qualche taglio importante, soprattutto in alcune manifestazioni definite “fortemente marsiliane” ci sono state. Ci riferiamo ai 200mila euro concessi alla Notte dei Serpenti contro i 500mila dello scorso anno e ai 400mila dati al Festival Dannunziano contro i 500mila dati in passato. «È vero questo. Ma ricordo che è rimasta invariata la cifra destinata al Calcio Napoli (ma qui c’è un contratto pluriennale sottoscritto in precedenza ndr) e poi le briciole lasciate alle manifestazioni di natura fortemente storico culturale. Pensate al Mastrogiurato a Lanciano alla quale sono stati concessi 40.000 euro. Una miseria per quello che è il significato culturale della manifestazione».
200 emendamenti non erano forse un po’ troppi? «È il compito primario di una opposizione seria. Far capire a chi governa la regione che c’è un modo differente di fare politica e anche di incentivare la discussione per portare idee e valori differenti».
Il suo collega del PD, Sandro Mariani, in un suo intervento ha detto che se non si era capaci di fare di meglio era giusto andare tutti a casa. lei è d’accordo? «Sottoscrivo le stesse parole del collega Mariani. Dico le stesse cose da sette anni, da quando c’è questo governo. Ricordo che prima di loro c’erano sempre loro e hanno gestito la situazione come hanno voluto. Il responsabile di questa situazione ha un nome e un cognome: Marco Marsilio».
La posizione del Movimento 5 Stelle è sulla stessa linea di quella del leader del “Patto” Luciano D’Amico mi sembra di capire? «Il professor D’Amico è una persona estremamente seria. Uno che quando prende un impegno lo mantiene fino in fondo. Sono queste le persone con le quali noi vogliamo lavorare».
Gran parte del bilancio regionale è destinato alle spese sanitarie. Bastano i soldi messe nelle poste di bilancio riservate alla salute degli abruzzesi per i progetti che ci sono in cantiere? «No. Sulla sanità il discorso è tremendamente serio. Da questa situazione si esce solo accantonando i fondi necessari. Le problematiche sono tante: le liste d’attesa infinite per gli esami urgenti, la mobilità passiva per il cattivo funzionamento nelle strutture. Abbiamo un forte bisogno di strutture nuove? Bisogna costruire nuovi ospedali? Dobbiamo porre rimedio alle condizioni dei Lea di secondo livello? Accantoniamo nel tempo i fondi necessari e poi passiamo alla realizzazione. Tutto questo nei programmi di questo governo non esiste».
Una manovra da bocciare in Totò secondo voi? «È una manovra che mette le mani nelle tasche degli abruzzesi mentre si raccontano favole di un mondo incantato e felice. La destra attacca chi non la pensa come loro. Da domani, primo giorno del 2026, gli abruzzesi pagheranno di tasca propria per le non scelte del governo regionale».
È altresì vero che questo governo regionale ha vinto e rivinto le elezioni, governa da sette anni e in democrazia funziona così. Non le pare che sia giusto anche questo discorso? «La democrazia e il volere del popolo sono sacri. Su questo non ci sono dubbi. Dobbiamo però parlare anche di una certa disaffezione alla politica, degli italiani che non vanno più a votare e questo è un problema».
La colpa, qui, però, non può essere di Marsilio? «È un problema di fiducia e anche di come vanno le cose».
Qual è il migliore augurio che si sente di fare agli abruzzesi? «È quello che nel prossimo anno i giovani tornino a interessarsi della politica, che si torni a prendere maggiore consapevolezza di quanto sia importante la gestione di un Paese o di una Regione. E poi che si possano avere più posti di lavoro e una dignità sociale migliore per tutti».