La rubrica
Fuori copertina, poeti e scrittori abruzzesi: Alcide Pierantozzi - Decima puntata
di Valeria Di Felice

Giulia Alberico (San Vito Chietino 1949) è scrittrice dalla parola inclusiva, necessaria, decisa nel cogliere la matrice di ogni intuizione. Sin dal suo esordio con Madrigale (Sellerio 1999), lo scenario di Giulia Alberico si offre al lettore come un piano cartesiano tra la dimensione sociale e quella interiore, un piano nel quale non si configurano figure iperboliche – solitamente tipiche di quelle rappresentazioni retoriche e caricaturali della realtà – ma un piano dal quale emergono andamenti armonici che intersecano con acutezza destinazioni reali, spazi interiori e topografie emotive.
Anna e i mesi e altri racconti (Galaad edizioni 2025) è un libro che raccoglie sipari di vita, essenze femminili – oltre che esistenze – in transito tra stati emotivi e “corrieri interiori”, tra “partenze ignote” e “arrivi annunciati”, tra spazi di immersione nelle geografie umane.
Cosa troviamo fuori copertina? Troviamo la carezza e l’affondo di una parola che sa attraversare il mondo femminile in tutta la sua complessità. Troviamo un’umanità in transito tra le tante possibilità di riscatto. Troviamo voci di donne che forgiano nuovi orizzonti per tentare la pienezza. Come Anna, la protagonista del primo racconto, che rinasce dal congelamento del dolore dei suoi giorni, dopo la morte del suo amato Dario, aprendosi a un’altra destinazione, forse inattesa e lontana dalla “cavità quieta” e anestetizzata del vuoto.
I racconti di Giulia Alberico spesso sono frontiere, corde tese tra le difficoltà di una situazione e il presagio di una rinascita; che sia disattesa o infruttuosa non importa, l’importante è cogliere nella possibilità un tentativo di trasformazione.