Il caso
Sorelline ritrovate: convalidati i fermi e disposta la misura cautelare per la madre, il compagno e il nonno
di Luca Di Renzo

CARACAS. Il 24 giugno il Venezuela è stato colpito da un devastante “doppietto sismico”: due forti terremoti, di magnitudo 7.1 e 7.5, avvenuti a pochi secondi di distanza. Le scosse, tra le più potenti registrate nella regione negli ultimi 126 anni, hanno colpito la zona costiera del Mar dei Caraibi e l’intera regione centrale, raggiungendo Caracas e le aree di confine con la Colombia.
La rapidità dell’evento non ha permesso alla popolazione di mettersi in salvo. Numerosi edifici sono crollati o hanno riportato danni gravissimi, soprattutto nei quartieri di Chacao, San Bernardino, Altamira e Los Palos Grandes. A Maracay un intero edificio è collassato dalle fondamenta, mentre centinaia di abitazioni risultano inagibili. Le vittime sarebbero quasi duecento, ma è un numero a quanto sembra destinato purtroppo ad aumentare.
Il sisma ha provocato il blackout della rete elettrica e l’interruzione totale delle comunicazioni telefoniche e internet, isolando per ore vaste aree del paese. Il governo ha disposto la chiusura delle condutture del gas, la sospensione della metropolitana e della rete ferroviaria dei Valles del Tuy, oltre alla chiusura dell’aeroporto internazionale di Maiquetía.
Le scosse di assestamento — oltre venti nelle prime ore — hanno costretto decine di migliaia di persone a trascorrere la notte all’aperto. Le squadre di soccorso hanno operato in condizioni difficili, riuscendo a salvare numerosi cittadini intrappolati sotto le macerie.
Il governo ha dichiarato lo “Stato di Emergenza Nazionale”, sospeso le attività scolastiche e mobilitato tutto il personale sanitario. Le scuole non danneggiate sono state trasformate in centri di accoglienza. È stata attivata la piattaforma VenApp per segnalazioni di dispersi e situazioni di rischio.
I leader dell’opposizione hanno espresso solidarietà e chiesto unità nazionale, denunciando la fragilità dei servizi pubblici. La comunità internazionale ha risposto rapidamente: gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di squadre specializzate e aiuti umanitari, mentre diversi paesi latinoamericani e la Svizzera hanno attivato canali di supporto. Le Isole Canarie seguono con attenzione la situazione, data la presenza di una vasta comunità canaria nel paese.