Cosa non va
Teramo, cresce il numero degli accampamenti lungo il fiume: vivono una decina di senza dimora
di Giancarlo Falconi

TERAMO. L'ennesimo dramma consumatosi all'interno della Casa Circondariale di Castrogno impone una riflessione che va oltre la cronaca. Dopo il suicidio della detenuta di 32 anni, resta innanzitutto il cordoglio nei confronti della famiglia e di quanti le hanno voluto bene, insieme alla vicinanza agli agenti della Polizia Penitenziaria che hanno tentato fino all'ultimo di salvarle la vita.
Una tragedia che coinvolge anche gli operatori sanitari impegnati quotidianamente nella struttura, chiamati a svolgere il proprio lavoro in condizioni rese sempre più difficili dalla cronica carenza di personale.
Il problema, infatti, continua a riproporsi senza che si registrino cambiamenti sostanziali. Secondo quanto riferito, all'interno del carcere di Castrogno operano attualmente due infermiere per oltre 450 detenuti e un solo medico per turno. Una situazione che assume contorni ancora più delicati durante il periodo estivo, così come nelle festività natalizie e pasquali, momenti che statisticamente richiedono una maggiore attenzione sul piano sanitario e psicologico.
Nonostante le reiterate richieste avanzate alla Asl di Teramo per il potenziamento dell'organico, la difficoltà nel reperire personale disposto a prestare servizio all'interno della struttura penitenziaria continuerebbe a rappresentare uno degli ostacoli principali. Nel frattempo, tra gli operatori sanitari cresce il malcontento e, secondo indiscrezioni raccolte in ambito sindacale, non sarebbe esclusa una mobilitazione nelle prossime settimane.
Il suicidio della giovane detenuta riporta così al centro dell'attenzione una questione che da tempo viene denunciata da sindacati e addetti ai lavori: quella di un'emergenza nell'emergenza, in cui la carenza di personale e le difficoltà operative rischiano di incidere sulla capacità di garantire un'adeguata assistenza sanitaria e un efficace presidio umano all'interno della struttura di Castrogno.