La proposta
L’Abruzzo celebra Antonino Zichichi: proposta l’intitolazione dei Laboratori del Gran Sasso
di Luca Di Renzo

La “truffa della ballerina” è tornata a circolare con forza nelle ultime settimane, soprattutto nel centro nord Italia, dove decine di utenti – compresi alcuni sindaci – si sono ritrovati con il proprio account WhatsApp completamente sottratto dai cybercriminali. Il meccanismo è sempre lo stesso: un messaggio apparentemente innocuo, inviato da un contatto salvato in rubrica, che chiede di votare una bambina per un corso di danza. In realtà è l’esca che permette ai truffatori di impossessarsi del profilo della vittima.
Come funziona il raggiro
Il messaggio arriva da un numero conosciuto e si apre con il nome reale della vittima, rendendo la comunicazione estremamente credibile. Il testo invita a cliccare su un link per “votare Francesca”, la presunta figlia di amici in gara per un corso di ballo gratuito. Il link rimanda a una pagina che chiede di inserire il proprio numero di telefono e un codice ricevuto via SMS: è in quel momento che l’utente perde il controllo del proprio WhatsApp. Si tratta dello stesso schema della truffa del codice a sei cifre, una delle più diffuse degli ultimi anni. Una volta ottenuto l’accesso, i criminali possono leggere le chat, contattare amici e familiari della vittima e utilizzare la sua identità per mettere a segno ulteriori truffe.
L’effetto domino
Il problema principale è la propagazione. Una volta preso possesso dell’account, i truffatori inviano lo stesso messaggio ad altri contatti, sfruttando la credibilità della vittima per colpire nuove persone. In alcuni casi, fingono emergenze improvvise per chiedere denaro ad amici e parenti. Nel Reggiano, ad esempio. sono già decine le persone coinvolte. Tra loro anche il sindaco di Sant’Ilario d’Enz a, Marcello Moretti, e il primo cittadino di San Polo d’Enza, Franco Palù, che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Casi anche in Toscana, ma anche in Abruzzo