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La tragedia

Sulmona, muore a 59 anni per un malore improvviso: Antonio, il custode dell'arcivescovado - Le urla, l'allarme e la tragedia

L'uomo si è accasciato a terra mentre svolgeva le sue attività all’interno della struttura

Antonio e la struttura dove lavorava ed è stato colto da malore
Antonio e la struttura dove lavorava ed è stato colto da malore
di Redazione cronaca
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SULMONA. Il malore. La chiamata all'ambulanza. Momenti concitati. Poi la tragedia. Un senso di smarrimento attraversa la casa di riposo di via Porta Romana, a Sulmona, dove nella mattina di giovedì 8 gennaio si è spenta una figura che, negli anni, era diventata molto più di un semplice collaboratore. Antonio Di Girolamo, 59 anni, è morto nel luogo che considerava la sua famiglia, tra le persone con cui aveva condiviso il quotidiano e che lo avevano accolto senza riserve.

Il malore improvviso

La tragedia si è consumata in pochi istanti. Antonio si è accasciato a terra mentre svolgeva le sue attività all’interno della struttura. Non era un dipendente in senso formale, ma neppure un ospite come gli altri: viveva nel Vescovado e si occupava con cura di ogni dettaglio, dal giardino agli interventi più semplici, con un impegno che nasceva dal desiderio di restituire ciò che aveva ricevuto. Il personale ha tentato di rianimarlo nell’attesa dell’arrivo del 118, ma i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, probabilmente dovuto a un infarto fulminante. La salma è stata poi affidata ai familiari.

Una vita segnata e poi ricostruita

La storia di Antonio è quella di un uomo che aveva conosciuto il peso degli errori e la durezza delle conseguenze. Dopo un lungo periodo di detenzione, aveva trovato nella struttura diocesana un luogo dove ricominciare. Qui aveva costruito un nuovo equilibrio, trasformandosi in una presenza preziosa per gli anziani e per chi lavorava con lui. Gli amici lo ricordano come “una persona straordinaria, sempre pronta ad aiutare”. Chi lo ha frequentato negli ultimi anni parla di un cambiamento profondo, di un uomo che aveva saputo lasciarsi alle spalle il passato per dedicarsi agli altri con discrezione e gentilezza.

L’ultimo saluto

La camera ardente è stata allestita presso la casa funeraria Santilli, dove la comunità potrà rendergli omaggio. I servizi funebri saranno curati dall’agenzia La Cattolica. Con la morte di Antonio Di Girolamo se ne va un esempio di riscatto possibile, di come anche dopo le prove più dure si possa ritrovare un posto nel mondo attraverso il servizio e la cura verso chi ci sta accanto.

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