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La Coldiretti Abruzzo chiede una soluzione sui Fondi europei per lo sviluppo rurale: meno burocrazia e bandi mirati per le imprese

La sfida per la nuova programmazione europea richiede una «selezione rigorosa degli interventi e una netta semplificazione delle procedure»

La Coldiretti Abruzzo chiede una soluzione sui Fondi europei per lo sviluppo rurale: meno burocrazia e bandi mirati per le imprese
di Luca Di Renzo
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L’efficienza amministrativa deve trasformarsi in strategia di crescita. Con la chiusura della programmazione FEASR 2014-2022, che attesta una spesa certificata del 100%, Coldiretti Abruzzo accoglie positivamente il mancato disimpegno dei fondi europei, ma traccia la rotta per il futuro.

Secondo il presidente Pietropaolo Martinelli, spendere tutto non basta: è necessario spendere meglio, puntando su chi vive di agricoltura come attività prevalente.

​La sfida per la nuova programmazione europea richiede una «selezione rigorosa degli interventi e una netta semplificazione delle procedure».

Coldiretti chiede di «accelerare le istruttorie e di potenziare la sussidiarietà attraverso i Super Centri di Assistenza Agricola, garantendo una calendarizzazione realistica dei bandi.»

«L’obiettivo è evitare che le aziende debbano anticipare liquidità per tempi troppo lunghi, assicurando fondi certi e tempi sicuri».

​Tra le priorità indicate dall'associazione figurano il recupero dei bandi sul benessere animale e sull’agriturismo, insieme a procedure più snelle per l'erogazione dei contributi.

Il direttore regionale Marino Pilati ha ribadito la «necessità di un tavolo di confronto serrato con l’assessore Emanuele Imprudente e la direttrice Elena Sico. L'auspicio è che ogni euro investito generi valore aggiunto reale e reddito per gli agricoltori, superando le criticità burocratiche che ancora rallentano il settore».