Il caso
Promesse, debiti e oblio: la lunga ombra sulla Coppa Interamnia
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Un’auto si allontana dal cancello di una casa a Torricella Sicura. È l’ultima immagine di una nuova incursione notturna. Un dettaglio che racconta tutto: la fuga, il silenzio, l’ennesima violazione. Per la seconda volta nel giro di poco più di un anno, la stessa abitazione è finita nel mirino dei ladri.
Il punto cieco
«Sono passati da dietro, dove non ci sono le telecamere», racconta Luca al telefono. La sua voce è un fiume in piena.
Chi ha colpito conosceva bene la casa, o almeno ne ha studiato i punti deboli. Nessun allarme, nessuna ripresa. Solo il rumore, catturato dalle immagini, e i cani che abbaiano cercando di capire da dove provengano quelle voci estranee. Per fortuna non sono stati feriti.
La casa violata
Rientrare e trovare tutto a soqquadro è un colpo che va oltre il danno materiale. Angoscia, rabbia, disperazione: sentimenti che si mescolano davanti a vestiti sparsi, oggetti rovesciati, cassetti aperti. Non è solo un furto: è un’intrusione nell’intimità, nella sicurezza domestica, nella normalità quotidiana.
Il conto che fa più male
L’inventario degli oggetti rubati dura pochi minuti. Sono pochi, perché molti erano stati riacquistati proprio dopo il precedente furto. Ma il vero bilancio è un altro. Resta quel senso di insicurezza che pesa più di qualsiasi perdita materiale. Una ferita che non si vede, ma che colpisce più a fondo: la consapevolezza che la propria casa, il luogo che dovrebbe essere rifugio, non è più inviolabile.