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Le indagini

Spari al fratello del mister del Cagliari Pisacane: aggressori nascosti a Montesilvano - Traditi dal ghiaccio sull'asfalto

Il fermo dei due giovani arriva dopo una fuga confusa tra incidenti, nascondigli di fortuna e un'indagine che li ha raggiunti fino alla costa pescarese

A destra il mister del Cagliari Fabio Pisacane
A destra il mister del Cagliari Fabio Pisacane
di Redazione Pescara
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Il gip di Pescara Giovanni de Rensis ha convalidato il provvedimento di fermo notificato dalla squadra mobile di Napoli nei confronti dei due presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello dell'allenatore del Cagliari Calcio Fabio Pisacane, ferito alle gambe con due colpi di pistola nelle prime ore dello scorso 3 gennaio, nei pressi del suo locale ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Per i due indagati, che hanno rispettivamente 25 e 30 anni, è stata disposta la misura cautelare del carcere. I reati contestati sono tentato omicidio e porto in luogo pubblico di un'arma da sparo (una pistola calibro 9).

Trasferimento degli atti

Il giudice per le indagini preliminari di Pescara, dopo avere dichiarato la propria l'incompetenza territoriale, ha disposto il trasferimento degli atti a Napoli.

L’incidente in Abruzzo

L'incidente è avvenuto in Abruzzo, in Alto Sangro, mentre i due erano in viaggio per raggiungere la costa adriatica. Probabilmente a causa del ghiaccio, hanno perso il controllo del mezzo. Feriti, hanno abbandonato l’automobile sul posto e si sono dati alla fuga, per non essere rintracciati.

La fuga fino a Montesilvano

Una volta a Montesilvano, a casa di alcuni parenti, hanno evitato di ricorrere alle cure mediche, per non essere identificati.

Le indagini e il rintraccio

Gli investigatori della squadra Mobile della questura di Pescara, ricevuta la segnalazione dai colleghi campani circa il fatto che i presunti aggressori potessero trovarsi in zona, hanno subito individuato il contesto e la famiglia che li ospitava e sono riusciti a rintracciarli, il 6 gennaio. A quel punto i due giovani sono stati accompagnati in ospedale per le cure del caso.