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Capodanno

Stop ai botti, ecco le ordinanze dei Comuni abruzzesi. Una domanda: ma chi controlla?

In caso di violazione sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro

Stop ai botti, ecco le ordinanze dei Comuni abruzzesi. Una domanda: ma chi controlla?
di Redazione cronaca
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Ogni anno, intorno al 30 dicembre, arrivano per le ordinanze dei vari Comuni di stop ai botti ai fuochi d'artificio. Ma una domanda ce l'abbiamo: chi le fa rispettare queste ordinanze? Ma hanno davvero un effetto concreto? Perché di fatto, ogni Capodanno, è un tripudio di petardi e razzi.

Qui Teramo 

Stop ai botti di Capodanno e dell’Epifania nel territorio comunale di Teramo. Il sindaco ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto assoluto di utilizzo di fuochi d’artificio, petardi, giochi pirotecnici, fumogeni e materiale esplodente dalle ore 12 del 31 dicembre 2024 fino alle ore 24 del 6 gennaio 2025. Il provvedimento riguarda tutti i cosiddetti “fuochi di libera vendita” e si applica sia ai luoghi pubblici sia a quelli privati, qualora gli effetti pirotecnici possano ricadere su spazi pubblici o su proprietà altrui. Restano esclusi dal divieto esclusivamente gli spettacoli pirotecnici realizzati da professionisti autorizzati.

In caso di violazione dell’ordinanza, salvo che il fatto non costituisca reato, sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro. La decisione è stata assunta per motivi di sicurezza e tutela dell’incolumità pubblica, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili – bambini, anziani, persone malate o ricoverate – e per la protezione degli animali, spesso vittime degli effetti traumatici dei botti. Come ogni anno, il sindaco ha rivolto un appello al senso civico dei cittadini, invitandoli a rispettare le disposizioni dell’ordinanza per garantire un periodo di festa all’insegna della sicurezza e del rispetto. Il provvedimento è consultabile all’Albo Pretorio del Comune.

Qui Pescara

Divieto di scoppio di petardi, mortaretti e fuochi pirotecnici a Pescara e a Montesilvano (Pe) fino al 7 gennaio 2026. Lo stabilisce un'ordinanza firmata dal sindaco Ottavio De Martinis per tutelare sicurezza, quiete pubblica, ambiente e benessere degli animali. Il provvedimento vieta l'uso di artifici pirotecnici in aree pubbliche e private a uso pubblico e dispone controlli rafforzati sulla vendita e sull'utilizzo dei materiali. Previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro per i trasgressori. Tra le motivazioni: i botti "arrecano pregiudizio agli gli animali  domestici e alla fauna selvatica, in quanto ingenerano una reazione di spavento negli stessi a causa del fragore delle esplosioni; i rumori  provocati arrecano disturbo alla quiete pubblica, e rappresentano un rischio per la sicurezza nelle strade; tali pratiche costituiscono una notevole fonte di inquinamento ambientale; possono ferire coloro che li usano.