Il personaggio
La Stampa Usa, al lancio anche Daniel Libeskind: l'intervista
di Antonio Monda

NEW YORK. La Stampa Usa cresce e arriva anche alle Nazioni Unite, dove avrà la sua sede ufficiale in questa nuova avventura editoriale che collegherà l’Italia e gli Stati Uniti, creando un ponte tra il Bel Paese e la comunità italo-americana. La delegazione guidata dal presidente e fondatore del Gruppo Sae, Alberto Leonardis, e dal direttore de La Stampa, Antonio Di Rosa, ha visitato, questo mercoledì 14 ottobre, il quartier generale dell’Onu a New York per vedere con i propri occhi questo nuovo passo avanti del progetto Usa. Tra gli altri vertici presenti, vi erano anche Massimo Briolini, Amministratore Delegato di La Stampa Sae S.p.A., Marco Racano, Responsabile dell’Area Legale del gruppo, e Maurizio Molinari, Direttore Editoriale di Sae.
Dall’aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, passando per la vetrata della pace di Marc Chagall, fino ad arrivare al quarto piano del Palazzo di Vetro – dove i giornalisti internazionali hanno i propri uffici – Leonardis ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno abbracciato questa nuova realtà che, secondo il Ceo, è veramente unica. «Quello che sono convinto riusciremo a fare è crescere in questa realtà con questo giornale che sarà un giornale non solo importante per quello che farà in questo paese, ma io credo che sarà importante per quello che farà per tutto il nostro gruppo e in termini di visibilità, in termini di autorevolezza, in termini direi proprio di marketing e di divisione e di racconto del nostro gruppo come un gruppo di profilo internazionale».
L’amministratore delegato di Sae rivela che, se questa esperienza negli States andasse bene, ci sarebbero idee di ulteriore espansione anche in altre regioni del pianeta. Secondo la delegazione, ciò che è importante è trovare, dall’Onu alle nicchie più piccole a stelle e strisce, gli strumenti di comunicazione adeguati per comunicare al meglio e in modo efficace con le comunità italo-americane degli Stati Uniti. «Ce la metteremo tutta», assicura Leonardis.
La visita di mercoledì ha visto anche un faccia a faccia con il Rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite, Giorgio Marrapodi, che ha assicurato che il desiderio delle istituzioni è che il progetto La Stampa Usa vada avanti, si sviluppi e cresca. «Le comunità italiane sono numerose, talvolta molto numerose, in molti paesi. E poi scopriamo che ci sono comunità anche in paesi più piccoli», ha dichiarato.
Leonardis, parlando con Marrapodi, ha spiegato quale sia una grande ambizione del progetto La Stampa Usa: «La nostra ambizione è quella di essere, dal punto di vista del racconto, capaci anche di parlare di cose meno conosciute. La mia convinzione, la nostra convinzione, è che, in realtà, l'iperlocal italiano, per esempio, non sia conosciuto per quanto le comunità italo-americane vogliano conoscerlo».
E qui Leonardis ha specificato: «E per l’Iperlocal non intendo esclusivamente quello che avviene in termini di culture per local, di enogastronomia per local, ma anche il sistema imprenditoriale che muove il nostro Paese e che, com’è noto, viene rappresentato dalle piccole e medie imprese che - a mio avviso - hanno bisogno di visibilità nella comunità italo-americana e, anche più in generale, nella comunità statunitense».