Il personaggio
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di Antonio Monda

CRONACA. La Corte di Cassazione ha tracciato una nuova linea di confine per la tutela del lavoro agile, confermando che la protezione dell'Inail si estende pienamente tra le mura domestiche. La sentenza stabilisce che l'infortunio sul lavoro occorso durante lo smart working deve essere indennizzato qualora avvenga in costanza di prestazione, eliminando le ambiguità sulla distinzione tra rischi generici e professionali.
Il caso
Il caso esaminato dai giudici supremi riguarda un dipendente caduto accidentalmente mentre si spostava all'interno della propria abitazione per adempiere a un obbligo contrattuale. Secondo il verdetto, l'ambiente privato diventa a tutti gli effetti un luogo di lavoro presidiato dalle garanzie assicurative, a patto che l'incidente sia direttamente riconducibile all'attività d'ufficio.
L'intervento della Suprema Corte
Questa decisione rafforza i diritti dei lavoratori digitali, equiparando la sicurezza domestica a quella dei locali aziendali. L'ente previdenziale non potrà più negare il risarcimento basandosi esclusivamente sulla natura privata della location, poiché il rischio elettivo viene assorbito dalle necessità operative del datore di lavoro.
L'intervento della Suprema Corte risponde alla crescente diffusione della flessibilità lavorativa, garantendo che l'evoluzione tecnologica non penalizzi la salute e la sicurezza del personale. In sintesi, la connessione funzionale tra l'evento traumatico e le mansioni svolte è l'unico criterio necessario per attivare le coperture previste dalla legge.