Il personaggio
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di Antonio Monda

ROMA. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha incontrato questa mattina, mercoledì 3 dicembre, a Roma il ministro della Difesa Guido Crosetto. Al centro del colloquio, due dossier ritenuti cruciali dalla Regione: il riconoscimento della linea ferroviaria Roma–Pescara come infrastruttura strategica per la mobilità militare e il rafforzamento della presenza dell’Esercito sul territorio abruzzese.
La Roma–Pescara come asse strategico
«Ci siamo confrontati sul riconoscimento della ferrovia Roma–Pescara come asse strategico ai fini della mobilità militare e abbiamo condiviso questa impostazione», ha dichiarato Marsilio al termine dell’incontro. Secondo il presidente, tale classificazione consentirebbe di valorizzare l’investimento nazionale collegandolo alle esigenze di mobilità richieste dalla Nato e alle spese per la difesa, potenziando al tempo stesso un’infrastruttura considerata strategica «sia per il Paese sia per l’Abruzzo».
Il calo della presenza militare in Abruzzo
Marsilio ha ricordato anche il progressivo ridimensionamento delle forze armate nella regione: negli ultimi decenni si è passati da 7.000 a circa 1.700 unità complessive. Un dato che, secondo il presidente, impone una riflessione e un nuovo piano di rilancio.
La richiesta della Regione: più presidi militari
Nel colloquio con Crosetto, il presidente ha chiesto di valutare l’Abruzzo e le sue caserme come sedi idonee a un potenziamento stabile del dispositivo dell’Esercito, soprattutto nelle aree interne. «È fondamentale – ha spiegato – rafforzare la presenza delle Forze armate in funzione di presidio e difesa del territorio».
Difesa e spopolamento: “Funzioni stabili per tenere vivi i territori”
Marsilio ha collegato il tema sicurezza a quello demografico: «Lo spopolamento delle aree interne è uno dei nodi centrali del dibattito politico e sociologico. Una delle risposte è insediare funzioni stabili, dove le persone vivono e lavorano». Secondo il presidente, rafforzare alcuni presidi militari significherebbe anche sostenere il tessuto sociale ed economicodei borghi più fragili.