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Riforma del bollo auto, l'iter rallenta: i motivi

Ritardi normativi e mancato via libera della Conferenza unificata mettono in stand-by la revisione del sistema. Ma lo schema di decreto c'è

Riforma del bollo auto, l'iter rallenta: i motivi
di Redazione cronaca
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Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato delle esenzioni per il bollo auto. Una buona notizia per tanti automobilisti. Che resta buona, ma non da subito.

Da quanto emerge, il cammino verso una profonda revisione del bollo auto potrebbe subire un rallentamento. La riforma della tassa automobilistica, più volte annunciata, non diventerà operativa prima della fine del 2026. Alla base del rinvio ci sono difficoltà di natura normativa e l’assenza del parere obbligatorio della Conferenza Unificata, l’organismo chiamato a garantire il raccordo tra Stato, Regioni ed enti locali.

Come si evince anche da siti specializzati, l’intervento, nelle intenzioni del legislatore, punta a ridisegnare il sistema di tassazione dei veicoli in chiave più equa, aggiornata e coerente con gli obiettivi europei sulla mobilità sostenibile e la tutela ambientale, cercando di bilanciare le esigenze dei contribuenti con quelle delle amministrazioni pubbliche.

In origine, l’entrata in vigore della riforma era stata fissata al 1° gennaio 2026, ma il percorso si è rivelato più complesso del previsto per il Governo. Soprattutto ostacoli amministrativi hanno spinto l'esecutivo a chiedere una proroga dei termini della delega fiscale. Lo schema di decreto rimane però sul tavolo e l’iter parlamentare dovrebbe completarsi nel corso del 2026, aprendo la strada all’applicazione delle nuove regole a partire dall’anno successivo.