Il personaggio
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di Antonio Monda

La partita giudiziaria sui Prati di Tivo si allunga. La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti rinviato al 1° dicembre 2026 la sentenza destinata a chiudere la controversia civile tra Marco Finori e la Gran Sasso Teramano sulla restituzione degli impianti di risalita.
Il nodo centrale della causa
Al centro del contenzioso resta la restituzione e la gestione degli impianti, con particolare riferimento alla seggiocabinovia, infrastruttura strategica per il futuro della stazione sciistica teramana.
La data chiave: 15 gennaio
Un passaggio fondamentale è fissato per il 15 gennaio: in quella data la Gran Sasso Teramano rientrerà materialmente in possesso degli impianti. L’operazione avverrà alla presenza dell’ufficiale giudiziario, incaricato di seguire la restituzione, verificare lo stato dei beni e procedere alla loro stima.
Gestione degli impianti in attesa della sentenza
Da quel momento e fino alla pronuncia definitiva della Corte d’Appello, la Gran Sasso Teramano potrà valutare in autonomia le modalità di gestione degli impianti, scegliendo se procedere con una conduzione diretta oppure attraverso un eventuale affidamento a terzi.
Un futuro ancora sospeso
Il rinvio della sentenza prolunga l’incertezza sul futuro dei Prati di Tivo, rinviando di quasi due anni una decisione attesa che dovrà chiarire in modo definitivo assetti, responsabilità e prospettive della storica località sciistica.