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La vicenda

Prati di Tivo, la causa si allunga: rinviata al 2026 la sentenza sugli impianti di risalita

Tra rinvii, passaggi chiave e scenari ancora da decifrare, il destino della stazione entra in una fase che potrebbe ridisegnare l’intera storia

La stazione di Prati di Tivo
La stazione di Prati di Tivo
di Redazione Teramo
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La partita giudiziaria sui Prati di Tivo si allunga. La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti rinviato al 1° dicembre 2026 la sentenza destinata a chiudere la controversia civile tra Marco Finori e la Gran Sasso Teramano sulla restituzione degli impianti di risalita.

Il nodo centrale della causa

Al centro del contenzioso resta la restituzione e la gestione degli impianti, con particolare riferimento alla seggiocabinovia, infrastruttura strategica per il futuro della stazione sciistica teramana.

La data chiave: 15 gennaio

Un passaggio fondamentale è fissato per il 15 gennaio: in quella data la Gran Sasso Teramano rientrerà materialmente in possesso degli impianti. L’operazione avverrà alla presenza dell’ufficiale giudiziario, incaricato di seguire la restituzione, verificare lo stato dei beni e procedere alla loro stima.

Gestione degli impianti in attesa della sentenza

Da quel momento e fino alla pronuncia definitiva della Corte d’Appello, la Gran Sasso Teramano potrà valutare in autonomia le modalità di gestione degli impianti, scegliendo se procedere con una conduzione diretta oppure attraverso un eventuale affidamento a terzi.

Un futuro ancora sospeso

Il rinvio della sentenza prolunga l’incertezza sul futuro dei Prati di Tivo, rinviando di quasi due anni una decisione attesa che dovrà chiarire in modo definitivo assetti, responsabilità e prospettive della storica località sciistica.