Il personaggio
La Stampa Usa, al lancio anche Daniel Libeskind: l'intervista
di Antonio Monda

«Si tratta di un'altra vittoria dell'Abruzzo e del presidente Marsilio a favore delle regioni meno popolate, che finalmente cominciano ad avere un ruolo più attivo e incisivo nella gestione delle risorse destinate alle politiche sanitarie. Un risultato che premia il lavoro avviato dal governo regionale e dal Dipartimento Sanità già nel 2022, che il presidente ha imposto all'attenzione di tutti i tavoli nazionali».
La sentenza del Tar Lazio
Così l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, in merito alla sentenza del Tar Lazio che ha respinto il ricorso della Regione Lombardia contro la revisione dei criteri di riparto del payback farmaceutico 2024.
I criteri precedenti
I precedenti criteri di riparto del fondo (che per l'Abruzzo vale circa 20 milioni) penalizzavano infatti le Regioni più piccole - che si trovavano a ricevere meno ristori per lo sforamento del tetto della spesa farmaceutica - a fronte di un vantaggio di quelle con popolazioni più elevata.
La posizione dell’assessore Verì
«Una criticità - aggiunge l'assessore - rilevata fin dall’inizio dall'Abruzzo, con Marsilio che è riuscito a portare la questione in sede di Conferenza delle Regioni e a ottenere le necessarie modifiche. Ora anche i giudici amministrativi hanno riconosciuto la bontà e la fondatezza delle nostre ragioni».
Cos'è il payback farmaceutico
Il payback farmaceutico è un meccanismo italiano che impone alle aziende farmaceutiche di rimborsare una parte (spesso il 50%) della spesa sanitaria in eccesso, qualora la spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera superi i tetti massimi fissati dalla legge, per riportare la spesa in linea con gli obiettivi di bilancio dello Stato. È una misura di contenimento dei costi sanitari che coinvolge sia i farmaci che i dispositivi medici, generando spesso dibattiti e contenziosi legali tra le aziende e il Ministero della Salute/Regioni.