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Silvi, emergenza parcheggi: la proposta di Partipilo per riorganizzare le aree di sosta
di Redazione Teramo

Un bilancio drammatico scuote l’Abruzzo e accende i riflettori su una delle più gravi stragi di fauna selvatica degli ultimi anni. Tra Capistrello, Pescasseroli, Barrea, Alfedena e Bisegna, sono 21 i lupi uccisi, vittime di esche avvelenate riconducibili a un’azione criminale organizzata.
A Capistrello si contano due esemplari abbattuti, nove a Pescasseroli, uno a Barrea, cinque ad Alfedena e quattro a Bisegna. Numeri che delineano uno scenario allarmante e che fanno ipotizzare l’azione di una banda strutturata. Non si esclude, infatti, la presenza di più regie dietro gli episodi, con il rischio concreto di un’associazione a delinquere. Un fenomeno che non minaccia soltanto i lupi, ma anche altre specie protette: tra le vittime già accertate figurano una volpe e una poiana, mentre cresce la preoccupazione per gli orsi marsicani, una popolazione già ridotta e particolarmente vulnerabile.
Sul caso è intervenuto il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha disposto un rafforzamento immediato dei controlli da parte dei carabinieri forestali all’interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e ha sollecitato il proseguimento senza sosta delle indagini. Dopo l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Sulmona, anche la Procura di Avezzano ha avviato un’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili.
Una ferita profonda per il territorio abruzzese e per l’intero Paese, che riaccende il dibattito sulla tutela della biodiversità e sulla necessità di contrastare con decisione i crimini contro l’ambiente. Ora si attende una risposta ferma delle istituzioni, chiamate a trasformare l’indignazione in azioni concrete.