La proposta
L’Abruzzo celebra Antonino Zichichi: proposta l’intitolazione dei Laboratori del Gran Sasso
di Luca Di Renzo

Cosa accade quando si scrive per dare voce a chi non c’è più? Quando la parola diventa luogo vivo della memoria e gesto d’amore verso le proprie radici? Vito Di Battista (Lanciano 1986), cresciuto a San Vito Chietino, è agente dei diritti d’autore all’estero, scrittore, editor e traduttore che da anni vive a Bologna, senza mai perdere il legame con le sue origini. Il suo nuovo romanzo, Dove cadono le comete (Feltrinelli 2025), intreccia destini, segreti e storie familiari di un piccolo paese abruzzese sulla costa dei trabocchi, a trecento gradini sul mare, sospeso in un tempo che va dagli anni Trenta agli anni Settanta. Un arco temporale che conosce la seconda guerra mondiale, l’occupazione tedesca sulla linea Gustav, la ricostruzione, ma anche le vicende della microstoria che si innestano alla grande storia.
Di fronte a una società che sembra non ammettere deviazioni di sorta rispetto al modello di riferimento, di fronte a una collettività chiusa entro i rigidi confini di un orizzonte che incombe sulle donne e sugli uomini con inesorabile cogenza, i personaggi incarnano aspettative, paure, sogni, ferite, compromessi, colpe. La limitatezza del modello culturale fa i conti con l’universo emotivo dei personaggi, ognuno impegnato nella sua battaglia personale nel trovare una possibilità di riscatto o una richiesta di perdono o un segno di comprensione. E allora l’appartenenza religiosa, al limite della superstizione, convive con quella politica; il pettegolezzo infamante con slanci inattesi di solidarietà; la brutalità del pregiudizio con il dono della compassione.
La saga familiare è molto articolata e si sviluppa partendo da alcune figure centrali. Tuttavia, è il paese nella sua interezza che restituisce alla narrazione la testimonianza di uno spaccato profondo dell’Abruzzo novecentesco dal fascismo al fermento sociale del dopoguerra.
La storia inizia nel 1938 con Emma, una ragazza di campagna definita “due volte svergognata” da una comunità giudicante fortemente ancorata ai valori di una cultura tradizionale e patriarcale. Già segnata da un passato difficile, Emma, costretta a partorire nella più cruda emarginazione in una stalla, dove viveva ripudiata dalla sua famiglia perché “femmina del peccato”, abbandona suo figlio appena nato con lo sconforto di chi non ha la forza di ribellarsi a un mondo che sembra schiacciare e punire ogni fragilità. Quando va a registrare la nascita di suo figlio all’anagrafe (senza aver scelto ancora il nome), incontra Olimpo, un ventiquattrenne sognatore, onesto e fidato, disgustato dalla violenza e dal sopruso, che ama custodire il senso dell’umanità e il “rispetto ai morti” attraverso “poesie, lettere e canzonette in rima”. Olimpo lavora nello stesso ufficio anagrafe di sua moglie Anita, una donna dal temperamento duro, ma anche bisognosa d’amore, con un braccio mutilato a seguito di un incidente e una emotività prosciugata dal costante sentore di morte della sua infanzia: “la morte fetente, si sa, una volta che entra in casa si industria per togliersi gli impicci in una botta sola, e in casa di Anita gli impicci si intrecciavano come in bocca a un marinaro le madonne addolorate.”
Nel momento dell’incontro con Emma, Olimpo e Anita hanno due figli: Giuseppe e Bianca. Olimpo, spinto dalla compassione per la malasorte di Emma e anche dall’amore per sua moglie Anita che avrebbe bisogno di un aiuto per l’allattamento, ha una idea: accoglie Emma a casa affinché si prenda cura della piccola Bianca. Ma Anita, orgogliosa, è mossa dalla gelosia per la nuova presenza femminile che considera un atto di invadenza.
Il romanzo corale diventa man mano più ramificato ed elaborato, perché i personaggi sono diversi e complessi, mai stirati a stereotipi narrativi, ma portatori di vissuti autentici. Le vicende si infittiscono di segreti, relazioni, fatti e misfatti, addii e ripartenze, colpi di scena proprio come le comete che, nel loro passaggio fugace e repentino, illuminano il cielo per poi scomparire. Le occasioni della vita sono come comete che all’improvviso rimescolano le carte in gioco e una imprevista apparizione basta a cambiare il corso degli avvenimenti: “questo fanno le comete, arrivano e spariscono e poi tornano quando uno meno se lo aspetta, e nel farlo pigliano tutto e lo rendono un’altra storia ancora.”
Anche la voce narrativa, nei panni dei morti che raccontano e commentano da un piano quasi mistico, al di sopra di ogni soggettivo sospetto, è calata nella icasticità del linguaggio orale e popolare, nell’immediatezza del quotidiano, nella contaminazione del dialetto, nell’immaginario vivido di uno scenario nel quale le persone sopravvivono, sbagliano, si redimono, odiano, amano, giudicano, tendono la mano. Nonostante l’immobilismo di un tempo comunitario conservatore, gli uomini e le donne sperimentano tante possibilità di rivincita. Anche se spesso c’è il disconoscimento di un mondo alternativo, o la cieca accettazione di una fatalità inappellabile (come è è), i personaggi non sono mai raccontati nella passiva ovvietà o nell’arrendevolezza; essi possono diventare esempi di perseveranza nell’attraversare la cruda realtà. Ed è per questo che fuori copertina troviamo la capacità di Vito Di Battista di raccontare, con coerenza ed efficacia, tante microstorie come se appartenessero a un atto di restituzione dell’esperienza più profonda delle radici, vale a dire del cuore pulsante di un Abruzzo forte e gentile. Anche questa è la forza trainante della letteratura: ridare voce a soggetti marginali ed emarginati, a vite ordinarie che sono la vera linfa di un albero chiamato Storia.
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Nel 2018 ha tradotto il libro di racconti della scrittrice marocchina Fatiha Morchid, L’amore non è abbastanza. Nel 2023, per la prima volta in Italia ha tradotto e curato le poesie della contessa Anna De Brémont, Sonetti e poesie d’amore.
Valeria Di Felice (Nereto 1984) fonda nel 2010 la Di Felice Edizioni. Ha pubblicato diverse raccolte poetiche tradotte in spagnolo, arabo, romeno e nederlandese e ha curato diversi volumi sulla poesia.