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Il caso

Famiglia nel bosco, niente Capodanno insieme: figli ancora separati dal padre - L'ultimo aggiornamento

I genitori presentano nuove testimonianze e avviano la controperizia psichiatrica, mentre i tre bambini restano in casa famiglia

La famiglia nel bosco
La famiglia nel bosco
di Tommaso Silvi
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L'AQUILA. Dopo Natale, anche Capodanno. I figli ancora lontani dal padre. Senza poter festeggiare insieme se non per una breve visita. La vicenda della famiglia anglo‑australiana che viveva a Palmoli nei boschi del Chietino entra in una fase delicata. I tre bambini, allontanati dalla casa dei genitori il 20 novembre e affidati a una struttura protetta, resteranno in comunità ancora per diversi mesi, mentre il Tribunale per i minorenni dell’Aquila procede con nuovi accertamenti.

Visite brevi anche durante le festività

Il Natale ha concesso ai tre fratellini soltanto un incontro di due ore con il padre. Nessun pranzo insieme, e lo stesso schema dovrebbe ripetersi anche a Capodanno: niente giornata in famiglia, solo una visita breve e vigilata.

L’ipotesi scuola pubblica e il nodo dell’istruzione

Nel frattempo la tutrice nominata dal Tribunale, l’avvocata Maria Luisa Palladino, ha suggerito ai genitori l’iscrizione dei bambini alla scuola pubblica di Palmoli. Secondo le autorità, i risultati dell’homeschooling praticato finora sarebbero insufficienti. Per questo motivo la tutrice avrebbe già contattato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, per valutare un percorso di recupero scolastico presso l’Istituto comprensivo Castiglione Messer Marino‑Carunchio.

Le criticità emerse nelle valutazioni dei minori

Dalla relazione degli operatori emergono difficoltà significative. I due gemelli di sei anni sfoglierebbero libri destinati a bambini molto più piccoli e rifiuterebbero attività di base come colorare, leggere o scrivere, chiedendo all’educatrice di farlo al posto loro. La sorella maggiore, che dovrebbe frequentare la terza elementare, avrebbe problemi anche nello scrivere il proprio nome e nel leggere in autonomia.

Il Tribunale: serve un programma di recupero strutturato

Per i giudici è necessario predisporre un percorso educativo mirato che colmi le lacune riscontrate. Qualora i genitori insistessero sull’istruzione parentale, il Tribunale ritiene indispensabile individuare precettori qualificati nelle materie in cui la coppia risulta carente.