Il personaggio
La Stampa Usa, al lancio anche Daniel Libeskind: l'intervista
di Antonio Monda

Il gasolio da pesca ha raggiunto la soglia record di un euro e venti centesimi al litro, mettendo a dura prova la flotta peschereccia dell'intero Abruzzo. Questa la drammatica situazione denunciata nelle ultime ore dagli operatori del settore a causa dei conflitti in corso in Medio Oriente che rendono insostenibili i costi operativi e rischioso il futuro della marineria abruzzese. I costi sono divenuti totalmente insostenibili per le marinerie italiane e in particolare per quella abruzzese.
A ripercorrere il clima di protesta è Giovanni Massi, armatore di Giulianova, che commenta amaramente l'attuale scenario paragonandolo alle lotte del passato: "Quando facemmo lo sciopero, l'agitazione iniziò quando il prezzo del combustibile era intorno ai 90 centesimi. Adesso, a fronte di un'uscita in mare di un'ora e venti minuti, si arriva a coprire appena il 95%degli incassi, rendendo l'attività economica non più redditizia".
Di fronte a questa escalation incontrollata, aggravata dai conflitti in corso in Medio Oriente, diventa quanto mai urgente e improrogabile un deciso intervento del governo. Sulla questione interviene anche Vincenzo Staffilano di Federcipesca, sottolineando la disponibilità di risorse comunitarie: "Ci sono i fondi dell'Unione Europea che dovrebbero essere presto dirottati sul caro gasolio, prevedendo indennizzi a fondo perduto calcolati e basati sulla potenza motore. Un sostegno economico mirato che dovrebbe coprire il periodo cruciale dal mese di maggio fino a dicembre di quest'anno".
A rendere il quadro ancora più critico per gli operatori si aggiunge, sullo sfondo, il tema del fermo biologico, la cui partenza è fissata per il 16 agosto prossimo per una durata complessiva di 45 giorni. Si tratta di uno stop forzato ritenuto decisamente troppo lungo dagli armatori, specie in un momento storico così delicato e complesso per l'intero comparto ittico abruzzese e nazionale. La combinazione tra i rincari record del combustibile e le restrizioni temporali rischia di compromettere irreparabilmente la sopravvivenza economica di centinaia di famiglie legate alla pesca.