Il personaggio
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di Antonio Monda

Le Province devono tornare ad avere un ruolo pieno, chiaro e riconosciuto: è il messaggio lanciato dal presidente di Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi, intervenuto all’Assemblea nazionale dell’Upi in corso a Lecce. Un intervento che ha messo al centro il tema della rappresentanza democratica, delle funzioni e della capacità degli enti locali di garantire servizi e coesione nelle aree più fragili del Paese.
«Bisogna riportare la Provincia nel pieno della sua sovranità: sul piano delle funzioni, della rappresentanza democratica e del ruolo nei territori. Oggi siamo di fronte a un tema centrale, non solo nazionale ma europeo e internazionale, perché nelle aree colpite dallo spopolamento e dalla perdita di servizi economici e sociali si sta indebolendo ciò che solo gli enti locali possono garantire alle comunità», ha dichiarato Biondi, richiamando l’attenzione sul progressivo svuotamento delle istituzioni territoriali.
Il presidente ha ricordato come la legge Delrio e la cancellazione di gran parte delle comunità montane abbiano creato una fase di forte disarticolazione istituzionale, complicando la cooperazione tra enti e la gestione delle funzioni sovracomunali. «Viviamo una fase caotica, in cui spesso non è chiaro chi debba fare cosa. La legge Delrio e l'abolizione di gran parte delle comunità montane hanno disarticolato la capacità dei territori di fare sistema e di cooperare in modo strutturato a livello sovracomunale», ha precisato.
Biondi ha poi sottolineato la necessità di affrontare anche il nodo delle risorse: «Se siamo capaci di affrontare con serietà anche il tema delle risorse, perché le province non si ricostruiscono con un colpo di bacchetta magica, allora possiamo restituire a questo ente il ruolo che gli spetta».
Il presidente di Anci Abruzzo ha concluso richiamando l’urgenza di un nuovo equilibrio istituzionale, in vista della futura programmazione europea: «In una fase così delicata è necessario un vero patto parlamentare, che riporti le province a essere un livello essenziale dell'architettura istituzionale della Repubblica. Sono contrario al confronto muscolare tra regioni