Il personaggio
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di Antonio Monda

Brigitte Bardot è morta all’età di 91 anni. A darne l’annuncio è stata la sua fondazione, ricordandola come «una star di fama mondiale» che, all’apice della carriera, decise di abbandonare il set per dedicarsi completamente alla difesa degli animali e alle attività della sua organizzazione.
Gli inizi: danza, moda e il soprannome “B.B.”
Nata a Parigi il 28 settembre 1934 in una famiglia borghese, Bardot studiò danza fin da bambina. A soli quindici anni apparve sulla copertina di Elle, dove il suo nome venne abbreviato in “B.B.”, soprannome destinato a diventare un marchio internazionale. Fu notata da Roger Vadim, allora giovane aiuto regista di Marc Allégret, che la indirizzò alla scuola di recitazione di René Simon. Tra i due nacque una relazione che presto si trasformò in un sodalizio artistico. Nel 1952 Bardot debuttò al cinema con Le trou normand e, divenuta maggiorenne, sposò Vadim nello stesso anno.
L’ascesa nel cinema francese e internazionale
Nel giro di pochi anni Bardot conquistò notorietà in Francia e all’estero, passando da ruoli minori a parti da protagonista. Tra i film di questo periodo figurano Manina ragazza senza veli (1952), Atto d’amore (1953), Tradita (1954), Il figlio di Caroline Cherie (1955), Ragazze folli (1955), Un dottore in altomare (1955) e Grandi manovre (1955). La sua immagine di giovane donna libera e anticonformista, alimentata anche dal suo stile di vita fuori dal set, divenne un tratto distintivo. Negli anni successivi fu chiamata a interpretare commedie e melodrammi che ne consolidarono il mito: Una parigina (1957), Gli amanti del chiaro di luna (1958), Femmina (1959), Babette va alla guerra (1959) e Sexy Girl (1959).
La donna che sfida le convenzioni
Due film in particolare esplorarono il lato più complesso del “personaggio B.B.”. In La ragazza del peccato (1958) Bardot interpretò una giovane seduttrice che sconvolge la vita dell’avvocato interpretato da Jean Gabin. Nel 1960, con La verità di Henri-Georges Clouzot, diede vita a uno dei suoi ruoli più celebri: una ragazza di costumi liberi accusata di omicidio, sottoposta a un vero e proprio “spogliarello psicologico” che ne rivelava la fragilità.
Tra cinema e musica: gli anni Sessanta
Dalla metà degli anni Sessanta Bardot affiancò alla recitazione una fortunata carriera musicale. Parallelamente, il suo percorso cinematografico iniziò a rallentare. Tra i titoli di questo periodo: Una adorabile idiota (1964), Dear Brigitte (1965), Viva Maria! (1965), Il maschio e la femmina (1966) e Tre passi nel delirio (1968). La sua ultima interpretazione significativa arrivò con Una donna come me (1973), ideale seguito di Et Dieu… créa la femme. Nel 1974, a quarant’anni, Bardot annunciò il ritiro definitivo dalle scene.
L’impegno animalista e le memorie
Dopo l’addio al cinema, Bardot si dedicò completamente alla tutela degli animali, diventando una delle attiviste più note al mondo. Nel 1996 pubblicò il libro autobiografico Mi chiamano B.B..
Amori, scandali e tormenti
La vita privata di Bardot fu al centro dell’attenzione mediatica per decenni. A 16 anni si innamorò di Roger Vadim, che sposò nel 1952. Seguì una relazione con Jean-Louis Trintignant, poi un legame segreto con Gilbert Bécaud. Ebbe flirt con Raf Vallone e Sacha Distel, che contribuì a lanciare nel mondo della musica. Nel 1959 sposò Jacques Charrier, da cui ebbe il figlio Nicolas-Jacques. La pressione dei paparazzi e l’invadenza mediatica le causarono gravi crisi personali, con tentativi di suicidio tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta. Dopo il divorzio da Charrier, ebbe una relazione con Sami Frey. Nel 1966 sposò il playboy tedesco Gunter Sachs, matrimonio che terminò nel 1969. Ebbe poi una relazione con Serge Gainsbourg e, nell’estate del 1968, con Gigi Rizzi. Il suo ultimo matrimonio, nel 1992, fu con Bernard d’Ormale, politico del Front National, un’unione che si rivelò la più duratura.