Il personaggio
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di Antonio Monda

Abruzzo, deserto bancario: un fenomeno che avanza a velocità sostenuta, trasformandosi in un vero allarme sociale. Secondo l’ultimo report della First Cisl, la mappa del credito regionale si sta svuotando, lasciando cittadini e attività produttive privi di punti di riferimento fisici. I numeri descrivono una realtà drammatica: gli abitanti residenti in comuni totalmente sprovvisti di banche sono saliti a 169.000, un dato raddoppiato rispetto a dieci anni fa.
Imprese e anziani penalizzati
La carenza di filiali non colpisce solo i privati. Sono circa 10.800 le imprese con sede in borghi dove non esiste alcuno sportello, rendendo l'accesso al credito e la gestione finanziaria quotidiana una corsa a ostacoli. Le implicazioni più gravi ricadono sulla popolazione anziana, meno avvezza agli strumenti digitali, e sul settore produttivo locale, che vede recidere il legame storico con il territorio.
Il limite dell'Internet Banking
Sebbene l'Internet Banking provi a colmare i vuoti, l'efficacia è parziale. La regione occupa infatti il 14esimo posto per diffusione dei servizi digitali. Attualmente, il 61% dei centri abruzzesi non dispone di alcuna banca, mentre il 19% ne possiede soltanto una.
Geografia del rischio
Il rischio di desertificazione parziale o totale interessa ormai il 67% del territorio. In questo scenario, la provincia di Teramo risulta essere l’area più esposta alla contrazione dei servizi. La fuga degli istituti di credito dai piccoli centri accelera l’impoverimento economico e lo spopolamento delle aree interne.