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Abruzzo, incubo valanghe: diramata l'allerta - Ecco le cinque zone più a rischio

La comunicazione arriva direttamente dal servizio Meteomont: tutto quello che c'è da sapere

Rischio valanghe in Abruzzo
Rischio valanghe in Abruzzo
di Redazione cronaca
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Dopo giorni di instabilità e perturbazioni atlantiche, il fine settimana porterà finalmente una tregua sul fronte meteo. L’anticiclone delle Azzorre è pronto a riportare condizioni di bel tempo e un rialzo delle temperature diurne, soprattutto sui versanti occidentali. Ma il miglioramento non significa sicurezza in montagna: il servizio Meteomont dell’Arma dei carabinieri lancia un avviso chiaro, che riguarda da vicino anche l’Abruzzo.

Il quadro nazionale: sulle Alpi rischio fino a “Forte 4”

Sull’arco alpino il pericolo valanghe resta elevato a causa delle recenti nevicate abbondanti e del vento, con la possibilità di nuovi distacchi spontanei dovuti al rialzo termico.

Ecco la situazione nel dettaglio:

  • Alpi Giulie e Alpi Carniche orientali: pericolo Forte 4 oltre i 1500 metri, Marcato 3 più in basso. Accumuli irregolari e lastroni da vento rendono sconsigliate le attività fuori dai comprensori controllati.
  • Alpi Carniche orientali, Dolomiti e Prealpi: pericolo Marcato 3. Possibili distacchi anche con debole sovraccarico sui pendii ripidi.
  • Alpi Retiche e Orobiche: quadro ancora più impegnativo, con pericolo Forte 4 e presenza diffusa di lastroni da vento.
  • Prealpi Lombarde: pericolo Moderato 2, ma con attenzione ai pendii ripidi per la presenza di strati deboli nel vecchio manto nevoso.
  • Arco alpino occidentale: da Marcato 3 a Forte 4, con valanghe di grandi dimensioni osservate nei giorni scorsi. Zero termico previsto fino a 3000 metri domenica: evitare creste, canaloni e pendii ripidi.
  • L’Abruzzo nel mirino: rischio “Marcato 3” sui massicci principali

    Spostandosi sulla dorsale appenninica, le condizioni più critiche si registrano proprio nell’Italia centrale. E l’Abruzzo, come spesso accade in queste configurazioni, è tra le regioni più esposte.

    Secondo Meteomont:

  • Gran Sasso Ovest ed Est
  • Monti della Laga Est
  • Majella
  • Velino-Sirente
  • Parco Nazionale d’Abruzzo
  • presentano un grado di pericolo “Marcato 3” alle quote più elevate.

    Le criticità principali riguardano:

  • neve ventata
  • accumuli da vento sui versanti sottovento
  • cornici instabili in prossimità delle creste
  • neve bagnata alle quote inferiori, soprattutto sui massicci laziali confinanti (Terminillo, Reatini, Simbruini, Monti della Meta)
  • Il consiglio degli esperti è netto: evitare i versanti sottovento e le zone prossime ai bordi di cresta, dove il rischio di distacchi spontanei o provocati è più alto.

    Una tregua meteo che non deve illudere

    Il ritorno del sole e delle temperature miti potrebbe indurre molti appassionati a programmare escursioni e uscite in quota. Ma il rialzo termico, avverte Meteomont, aumenta la probabilità di distacchi spontanei, sia di neve superficiale che di fondo. In Abruzzo, come sulle Alpi, la parola d’ordine resta prudenza: condizioni favorevoli al bel tempo non significano automaticamente sicurezza in montagna.