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Il fenomeno

Vite all’ombra dei ponti: così l’Abruzzo lascia invisibili i suoi senza dimora - Video: il nostro sopralluogo

Giacigli di fortuna, mancanza di strutture adeguate e storie invisibili che raccontano l’emergenza sociale nella città abruzzesi

Una foto simbolo dell'emergenza
Una foto simbolo dell'emergenza
di Giancarlo Falconi
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Le stime sul numero di persone senza dimora in Italia variano, ma i dati Istat indicano che ci sono oltre 96.000 persone senza fissa dimora. Quasi il 76% vive in convivenza, mentre circa un quinto è rappresentato da senzatetto o senza tetto. Altri dati suggeriscono che il numero di persone che vivono strettamente per strada sia inferiore, attestandosi intorno alle 55.000 unità.

L’Abruzzo senza numeri ufficiali

In Abruzzo non esistono rilevazioni ufficiali. Nel 2017, però, a Pescara si contavano oltre 200 persone senza dimora. A Teramo, la cifra è variabile e spesso influenzata dalle ondate di stranieri in attesa di permessi di soggiorno.

Il sopralluogo sotto i ponti

Un controllo effettuato sotto i tavolati di sicurezza dei ponti, a partire dallo storico ponte in mattoni San Ferdinando, accanto alla pista ciclopedonale del lungofiume, ha mostrato una realtà difficile. Le persone incontrate hanno chiesto di non essere inquadrate e si sono allontanate in malo modo. Il rispetto della privacy è fondamentale, ma le pessime condizioni igienico-sanitarie denunciano una situazione di degrado e confusione sociale, senza dimenticare le implicazioni per la sicurezza urbana.

Il giaciglio sotto il ponte

Accanto alla scuola D’Alessandro, sotto una delle arcate di ponte San Ferdinando, è stato allestito un vero e proprio giaciglio di fortuna, con un fuoco quasi sempre acceso. Una testimonianza evidente di una presenza stabile e di un’emergenza che rimane sottotraccia.

Noi sotto il ponte di San Ferdinando

Un capoluogo senza dormitorio

Teramo, capoluogo di provincia non ha un un dormitorio pubblico. Pescara, Chieti e L’Aquila ( alcuni punti di ristoro gestiti da volontari) , grazie alla Caritas e ad altre associazioni, offrono accoglienza e ristoro ai senza tetto.

Le strutture in arrivo e i modelli vicini

A Teramo è in corso la ristrutturazione dell’ex scuola di Villa Pavone, destinata a diventare un centro di accoglienza notturna. Altri comuni, come Giulianova, sono già riusciti a inaugurare abitazioni in grado di ospitare fino a sette persone, complete di doccia, cucina e lavatrice. Strutture pensate non solo per l’assistenza, ma anche per favorire l’autonomia personale.

Storie dietro i numeri

Si intrecciano storie diverse, segnate da violenze subite e da percorsi personali. Vicende che emergono dietro le cifre e che raccontano un fenomeno complesso, umano, spesso nascosto agli occhi della città.