La segnalazione
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di Tito Di Persio

TERAMO. Entra nel vivo l’analisi dei dispositivi informatici riconducibili al dipendente dell’Unione dei Comuni della Laga indagato nell’inchiesta su un presunto ammanco da circa 800mila euro. Per oggi, 2 settembre, era stato fissato l’accertamento tecnico irripetibile finalizzato alla ricerca di eventuale materiale utile alle indagini.
La mole di dati da esaminare è considerevole: nella disponibilità della polizia giudiziaria ci sono nove telefoni cellulari, due tablet, computer e altri dispositivi. Proprio il numero dei supporti potrebbe allungare i tempi necessari per completare le operazioni e arrivare alla perizia finale, attesa presumibilmente non prima di un mese.
L’inchiesta sull’ammanco
Il procedimento, coordinato dal pm Stefano Giovagnoni, vede il dipendente indagato per truffa aggravata. Gli accertamenti condotti finora hanno riguardato anche la documentazione relativa ai movimenti contabili, acquisita e passata al vaglio della Guardia di Finanza.
Secondo quanto sarebbe stato ricostruito dagli investigatori, l’ammanco ammonterebbe a circa 800mila euro.
Le somme sarebbero state sottratte nel corso degli anni attraverso presunti aumenti dello stipendio e mandati di pagamento intestati allo stesso dipendente. L’uomo si è dimesso dopo l’avvio delle indagini ed è assistito dall’avvocato Eugenio Galassi.
L’Unione rappresentata dall’avvocato Rapali
L’Unione dei Comuni della Laga, che comprende Campli, Cortino, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Valle Castellana, è rappresentata dall’avvocato Gabriele Rapali.
Il legale è impegnato anche in altri procedimenti per conto di enti pubblici, tra cui quello che vede il Comune di Pineto costituito parte civile nei confronti di un dipendente comunale rinviato a giudizio con le accuse di peculato e falsità materiale in atto pubblico. In quel caso, l’accusa è di essersi appropriato delle somme versate dai cittadini per la Tari.
L’inchiesta sull’Unione dei Comuni della Laga prosegue ora anche sul fronte informatico, con l’obiettivo di verificare se dai dispositivi possano emergere ulteriori elementi utili a ricostruire i movimenti di denaro contestati.