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L'emergenza

Un rifugio improvvisato nel cuore di Teramo: c'è un uomo che dorme in un serbatoio comunale

Com'è stato possibile accedere a un luogo del genere? Una vicenda che riaccende l’attenzione su fragilità sociali

Il serbatoio
Il serbatoio
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Nel cuore della città, a pochi passi dal tribunale di Teramo, emerge una storia silenziosa che solleva interrogativi su controllo, sicurezza e marginalità. All’interno di un locale adibito a serbatoio comunale, un uomo — verosimilmente di origine pakistana — avrebbe trovato riparo, trasformando quello spazio tecnico in un rifugio di fortuna. Una coperta, qualche indumento di ricambio e un punto luce per ricaricare il cellulare: elementi essenziali che raccontano una quotidianità invisibile ai più.

L’area, riparata e dotata di elettricità, offrirebbe condizioni igieniche persino migliori rispetto a quelle che lo stesso uomo avrebbe affrontato trascorrendo la notte sotto i portici cittadini, esposto al freddo e all’incertezza. Una presenza discreta, rimasta finora lontana dai riflettori.

Per rispetto della sua privacy non diffondiamo le immagini disponibili. Resta ora da chiarire come sia stato possibile accedere a un locale comunale e quali verifiche verranno avviate dalle autorità competenti. Una vicenda che riaccende l’attenzione su fragilità sociali spesso ignorate e sulla necessità di risposte concrete.