Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. A oltre dieci anni dalla nascita della rete oncologica teramana, avviata dopo le forti proteste e lo sciopero della fame del 2013, emergono ancora criticità che interrogano il sistema sanitario locale, soprattutto sul piano umano e organizzativo.
Una paziente oncologica, in cura presso l’ospedale di Teramo dal 2023 dopo un intervento per carcinoma mammario, ha voluto raccontare la propria esperienza vissuta questa mattina nel reparto di Ginecologia e Ostetricia. Arrivata per un controllo programmato alle 10.10, la donna si è trovata davanti a una situazione inattesa: decine di pazienti in gravidanza in attesa fuori dall’ambulatorio. Secondo quanto riferito, il personale avrebbe dirottato lì alcune visite a causa dell’elevato numero di accessi, causando il rinvio degli appuntamenti già fissati. La visita, prevista in mattinata, è stata effettuata soltanto a mezzogiorno.
Non solo l’attesa. La paziente segnala anche la mancanza di continuità clinica: a visitarla sarebbe stata una dottoressa diversa, che non conosceva la sua storia medica e non aveva consultato preventivamente la cartella clinica, costringendola a ripercorrere l’intero iter della malattia. Un passaggio che, sottolinea, può risultare pesante soprattutto per chi vive con maggiore fragilità il proprio percorso oncologico.
Da qui alcune domande rivolte alle istituzioni sanitarie: è possibile garantire una reale continuità terapeutica per i pazienti oncologici? E si può prevedere un’organizzazione degli ambulatori più mirata, capace di distinguere tra diverse esigenze cliniche, evitando di sovrapporre percorsi molto differenti tra loro?
La testimonianza si chiude con un appello che richiama il tema, sempre attuale, della qualità dell’assistenza e dell’attenzione verso i pazienti più vulnerabili nella sanità pubblica teramana. Lettera firmata.