Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. I tecnici comunali hanno dovuto ricorrere ancora una volta alle autobotti per salvare il laghetto della Villa Comunale di Teramo.
Nel pomeriggio di ieri 24 giugno diversi mezzi hanno riversato acqua nel bacino dell'ex Orto Botanico, sotto la regia dell'assessore Mimmo Sbraccia mentre il Comune ha formalizzato una diffida nei confronti dell'ARAP, riservandosi di adire anche la Procura della Repubblica qualora la situazione non dovesse trovare una rapida soluzione.
La diffida
Al centro della vicenda c'è la convenzione n. 3070 del 31 agosto 1984, che l'Amministrazione comunale considera tuttora pienamente valida.
L'accordo stabilisce che una portata prioritaria di sei litri al secondo debba essere garantita al laghetto della Villa Comunale, mentre al Consorzio spetta esclusivamente l'acqua eccedente.
Nella diffida il Comune ricorda come già tra luglio e ottobre del 2025 si fossero registrate gravi criticità nell'alimentazione del laghetto, tanto da costringere l'ente ad adottare per tutta l'estate soluzioni d'emergenza per evitare il prosciugamento del bacino.
La manutenzione
Una situazione che, secondo Palazzo di Città, si sta ripresentando anche all'inizio dell'estate 2026. Per questo motivo l'ARAP viene invitata ad adottare immediatamente tutte le manovre e gli interventi di manutenzione necessari a garantire la portata d'acqua prevista dalla convenzione.
Contestualmente il Comune chiede la trasmissione dei dati relativi alle portate della sorgente, così da verificare se la riduzione dell'acqua sia realmente dovuta a una scarsità della risorsa o ad altre cause.Nella diffida viene inoltre sottolineato come l'obiettivo sia quello di tutelare un ecosistema di elevato valore ambientale e naturalistico.
Il laghetto della Villa Comunale, infatti, fa parte dell'ex Orto Botanico, bene sottoposto a tutela paesaggistica, e ospita flora e fauna che rischiano seriamente di sopravvivere senza un costante afflusso d'acqua.Il Comune avverte infine che, in assenza di un riscontro, intraprenderà ogni azione necessaria per tutelare i propri diritti convenzionali, fino ad avviare la procedura di risoluzione della convenzione.
Le possibili verifiche
La vicenda potrebbe ora assumere anche un rilievo giudiziario. Resta infatti da capire se la Procura di Teramo riterrà opportuno aprire un fascicolo e se i Carabinieri Forestali effettueranno accertamenti per verificare le cause del mancato afflusso d'acqua e le eventuali conseguenze sull'ecosistema della Villa Comunale.