Turismo
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di Tito Di Persio

TERAMO. Una voce sempre più insistente, due locali individuati in fondo a via Malaspina e un quartiere che comincia a interrogarsi sul proprio futuro. L’ipotesi di trasferire nella zona gli uffici della Questura dedicati all’immigrazione sta infatti creando forte preoccupazione tra numerosi residenti.
Secondo quanto appreso informalmente dai cittadini, i locali potrebbero diventare la nuova sede degli sportelli oggi distribuiti in altre strutture, tra cui quella di viale Bovio. Al momento non risulterebbe però una comunicazione ufficiale capace di chiarire tempi, modalità e organizzazione dell’eventuale trasferimento.
La presenza della Polizia di Stato, sottolineano alcuni residenti, non rappresenterebbe di per sé un problema. Le perplessità riguardano piuttosto il tipo di attività svolta dall’Ufficio Immigrazione e il consistente afflusso quotidiano di utenti legato alle pratiche per permessi e titoli di soggiorno.
Il nodo principale sarebbe proprio quello degli spazi. Via Malaspina è una zona prevalentemente residenziale e i cittadini temono che una sede non adeguatamente dimensionata possa produrre lunghe attese all’esterno, con conseguenze sulla viabilità, sulla disponibilità dei parcheggi, sul decoro e sull’organizzazione complessiva della strada.
Da qui una serie di domande che attendono risposta. Sono previsti spazi interni sufficienti per l’attesa? Ci saranno servizi igienici per gli utenti? Come verranno gestiti eventuali afflussi consistenti? Sono state valutate le ricadute sulla circolazione e sulla sosta?
I residenti riferiscono di aver cercato informazioni attraverso i normali canali istituzionali senza riuscire, almeno fino a questo momento, a ottenere un quadro definitivo.
Nel quartiere starebbe quindi maturando l’intenzione di promuovere un confronto formale con le istituzioni competenti per conoscere la reale destinazione dei locali e comprendere se il trasferimento sia già stato deciso oppure sia ancora in fase di valutazione.
La richiesta, in sostanza, è semplice: conoscere prima, discutere prima, organizzare prima.Perché una sede pubblica non può limitarsi ad avere quattro mura e una porta d’ingresso. Deve essere pensata per chi vi lavora, per chi ogni giorno deve utilizzarla e anche per chi vive a pochi metri di distanza. Via Malaspina chiede quindi risposte prima che un’ipotesi diventi un fatto compiuto.