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Fauna selvatica

Teramo, venti cinghiali lungo il fiume: «Il parco non è più sicuro»

Avvistamenti sempre più frequenti sulla pista ciclopedonale. La testimonianza di una 74enne: «Sono animali selvatici e difendono i piccoli. Chi deve intervenire?»

I cinghiali
I cinghiali
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Prima di tutto una precisazione: nei parchi pubblici e lungo la pista ciclopedonale del lungofiume di Teramo i cani devono essere obbligatoriamente condotti al guinzaglio. Una regola fondamentale, soprattutto in un’area dove gli incontri ravvicinati con i cinghiali sono ormai diventati quasi quotidiani.

Soltanto nella giornata di ieri sarebbe stato avvistato un branco composto da almeno venti esemplari. Gli ungulati escono improvvisamente dai cespugli e si spingono sulla pista frequentata da pedoni, ciclisti, famiglie e proprietari di animali. A preoccupare maggiormente è la presenza di numerosi cuccioli. Le femmine, infatti, possono assumere atteggiamenti particolarmente difensivi quando percepiscono un pericolo per la prole, soprattutto in presenza di cani.

«Ormai il percorso non è più praticabile e non è più sicuro», racconta Elisa, 74 anni, nonna di due nipoti e proprietaria di un cane meticcio di 14 anni. «Ieri mattina siamo dovuti andare via per la presenza di un numero impressionante di cinghiali – prosegue –. A me piacciono, ma restano animali selvatici, con un naturale e comprensibile istinto di difesa».

La situazione alimenta timori tra chi frequenta abitualmente il parco fluviale e chiede interventi concreti per garantire la sicurezza delle persone e degli animali domestici. La domanda, ancora una volta, resta senza risposta: chi deve intervenire prima che un incontro ravvicinato si trasformi in un incidente?