Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. La storia millenaria della Cattedrale di Santa Maria Assunta torna al centro dell’attenzione, ma questa volta non per il suo valore artistico o per le vicende che ne hanno segnato la costruzione. Edificata a partire dal 1158 per volontà del vescovo Guido II, all’indomani della distruzione della città nel 1155, e completata entro il 1176 (o secondo alcune fonti nel 1174), la cattedrale rappresenta uno dei simboli più identitari della città di Teramo. Un monumento che nei secoli ha conosciuto trasformazioni e ampliamenti, tra cui quello significativo avvenuto tra il 1332 e il 1335 sotto il vescovo Niccolò degli Arcioni.
Oggi, però, a far discutere non è la sua storia, bensì un gesto che rischia di deturparne il valore. Scritte comparse sui gradini dell’edificio sacro accendono l’allarme su un fenomeno che non può e non deve diventare consuetudine. Che si tratti di vernice o di incisioni, poco cambia: si tratta di un atto vandalico, pericoloso e severamente vietato.
Nella giornata di domani è prevista una valutazione dei danni e degli interventi necessari per il ripristino. Resta aperta la questione delle responsabilità e delle azioni da intraprendere per prevenire episodi simili. La tutela di un bene che rappresenta non solo la città, ma anche un patrimonio culturale riconosciuto ben oltre i confini locali, impone risposte rapide e concrete. Chi è chiamato a intervenire dovrà farlo con decisione, perché il rispetto della storia non può essere affidato al caso